Aprire un negozio per celiaci è una realtà affermata nel settore business perché sempre più persone si ritrovano afflitte da questa intolleranza. Ma come funziona l’iter?

Perché è importante differenziarsi dagli altri negozi

Un negozio per celiaci è diverso dagli altri per una serie di motivi: innanzitutto ce ne sono ancora troppo pochi nonostante i celiaci siano in costante aumento. Ciò provoca un gap nel mercato che deve essere colmato al più presto ed è proprio questo il momento giusto.

Con una buona tabella esterna e un lavoro sui social sarà possibile avere un’ampia visibilità e poter diventare un punto di riferimento per tutti i celiaci della zona e non solo. Questi ultimi rappresentano la vera priorità per uno shop gluten free, cosa che invece non capita negli altri esercizi commerciali.

3 step prima di aprire un negozio

Molti consigliano di aprire la partita IVA come primo passo, ma in realtà è bene cercare il locale con tranquillità perché è uno dei parametri più importanti per il successo. La superficie deve essere giusta in relazione con il quantitativo dei prodotti da vendere, il consiglio è cercare inizialmente 30 o 40 metri quadri così da avere un negozio di medie dimensioni, un buon pacchetto iniziale da proporre ai clienti ma un affitto non troppo esagerato a fine mese.

Esistono agenzie immobiliari specializzate nella ricerca di locali a uso commerciale, rappresenta un buon metodo per non perdere molto tempo e avere la sicurezza di reperire locali autorizzati e agibili.

Dopo aver adocchiato il posto ideale, sarebbe bene fare un business plan con un professionista in modo da saggiare le effettive chance di successo, effettuando anche un’ispezione sul territorio e capire se ci sono altre attività simili nella zona. Una volta ottemperati tutti questi passaggi, sarà il caso di passare agli step burocratici di rito.

Quali sono gli step burocratici

Il primo scoglio da superare è l’iscrizione al registro delle imprese, regolare le posizioni INAIL e INPS, comunicare la SCIA e richiedere le autorizzazioni ASL.

Tutti questi passaggi possono essere compiuti autonomamente o tramite un commercialista che penserà a tutto in cambio di un compenso.

Formazione e diploma SAB HACCP

Ovviamente per aprire il negozio per celiaci sarà necessario avere il diploma SAB e il SAB HACCP, organizzati da enti riconosciuti o dalla camera di commercio. Queste formazioni sono assolutamente necessarie per lavorare nel settore alimentare, il primo è per chiunque somministra cibi e bevande (sono esonerati dall’averlo solo i possessori di diploma alberghiero, laurea scientifica ed esperienza di due anni negli ultimi 5) ed è utile anche per capirne di più in tema commerciale e fiscale.

L’HACCP invece è necessario per chi lavora a contatto con il cibo, non solo camerieri o cuochi ma anche farmacisti e chiunque debba vendere un prodotto gastronomico. La motivazione è semplice: questi corsi garantiscono la corretta manipolazione del cibo, così che il cliente sia sicuro che non siano stati conservati in malo modo e, quindi, potenzialmente dannosi.

L’ultimissimo passo prima di aprire il negozio, una volta avute tutte le licenze, è quello di rimodernare il locale e chiedere l’insegna!

Quanto costa aprire un negozio per celiaci?

I costi relativi all’apertura di un negozio sono sempre legati a diversi dati: in primis la grandezza del locale e il relativo affitto. Una volta considerata questa cifra, sarà doveroso aggiungere gli oneri annuali relativi ai contributi, alle tasse e al commercialista.

È possibile mettere in conto eventuali lavori edili per organizzare una vetrina e un angolo esposizione in cui mostrare le offerte e le promozioni in atto, insomma le classiche spese a cui va incontro qualsiasi persona che decide di aprire un negozio commerciale.

La differenza sostanziale è che esistono degli incentivi statali per i negozio per celiaci, lo Stato cerca infatti rivenditori autorizzati che possano commercializzare prodotti gluten free e offrire una valida alternativa alle farmacie.

Aprire un negozio in franchising

I franchising danno la possibilità di esaudire il proprio sogno imprenditoriale a un prezzo molto più basso del normale.

Questa scelta è ottimale per non sacrificare i propri risparmi e per avere un buon aiuto all’inizio, facendosi anche scudo della notorietà del marchio che è una garanzia per i clienti. Attualmente sono diversi i brand che lavorano in Italia e con cui è possibile fare una richiesta: da “Il mondo senza glutine” a “Biocelia”, tutti offrono la possibilità di organizzare un incontro per parlare del potenziale progetto e spiegare le varie info.

In linea generale grazie al franchising si potrà usufruire di una fornitura di prodotti gratuita (ricevendo una percentuale in base a ogni vendita) oppure una soluzioni chiavi in mano in cui è il brand a occuparsi della location, arredamento, magazzino e fornitura prodotti, lasciando che sia il proprietario a occuparsi della gestione del negozio e della vendita diretta al cliente.

Entrambe le alternative rappresentano un rimedio ottimale per chi non ha una somma alta ma vorrebbe aprire un’attività commerciale gluten free. Nel primo caso si avrebbe maggiore autonomia ma anche una spesa più alta mentre nel secondo si sarebbe totalmente soggetti alle scelte del brand.

A ognuno sta decidere quale sia la scelta migliore per sé. I costi dipendono da quest’ultima ma con un pacchetto iniziale da 5.000 euro è possibile avviare un piccolo business da poter incrementare in futuro.

Quali possibilità di guadagno ci sono con un negozio per celiaci?

Il business plan citato all’inizio si occuperà anche di questo dato, in linea generale sono sempre più le persone che si sottopongono agli esami delle intolleranze per capire se soffrono di qualcosa e i celiaci sono in costante aumento.

Si stima che su 100 persone ci sia un celiaco, questo dovrebbe dare l’idea di quanti ce ne siano in una città o un centro di medie dimensioni. Aprire un negozio gluten free significa avere già un parterre di clienti pronti a fare la fila per poter acquistare alimenti e qualcosa di diverso da ciò che vende la farmacia.

Se nella propria area di riferimento non esistono negozi del genere allora potrebbe essere un’ottima idea di business, senza però dimenticare di fare una ricerca apposita per non lasciare nulla al caso.

Se si sceglie di allargare il bacino dei prodotti così da toccare anche altri tipi di intolleranze allora il gioco è fatto, si potrà essere sicuri di avere un bacino ampio di utenza, anche persone che non hanno intolleranze vere e proprie ma hanno deciso di abbracciare uno stile di vita sano e biologico.

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