Come avviare una coltivazione idroponica

Chi ha detto che per poter vendere ortaggi e frutta occorre avere un pezzo di terra?

Cos’è la coltivazione idroponica.

La parola idroponica è un aggettivo che deriva da due parole ossia acqua e lavoro. Essa infatti viene utilizzata per descrivere un tipo di coltivazione che non avviene sul suolo ma prevede l’utilizzo di un substrato inerte solido ed una soluzione definita nutritiva che contiene sali minerali, utili per far crescere la pianta. Per realizzare il substrato si possono utilizzare vari materiali come:

  • l’argilla espansa, utilizzata sia nell’agricoltura che nel campo edile
  • la perlite
  • la vermiculite, un minerale chiamato cosi per la sua particolare forma simile ad un verme quando viene riscaldato
  • la zeolite, minerale di origine vulcanica
  • la fibra di cocco, leggere ed ecologica
  • la lana di roccia, minerale drenate e versatile.

Una volta stabilito quale di questi prodotti utilizzare si dovrà provvedere a trovare la soluzione necessaria per nutrire la pianta, a base di acqua e vari sali minerali.

Nella coltivazione idroponica ci sono in particolare quattro importanti aspetti ambientali da tenere sempre sotto controllo che sono il PH, la luce, i nutrimenti ed infine la temperatura. Oltre ad essi è fondamentale essere a conoscenza dei tempi e ritmi delle piante che in particolare sono tre. La prima fase è quella della germinazione che dura dai 2 ai 14 giorni, la seconda fase viene definita crescita e dura in media tre settimane e l’ultima è la fioritura lunga sei settimane,

Quali sono i strumenti e i costi della coltura idroponica.

Gli strumenti che servono per la coltivazione idroponica sono diversi e permettono di far crescere le piante in modo perfetto. Il primo elemento, ossia quello più importante, è sicuramente il substrato, inerte e solido che deve essere anche poroso. Il secondo strumento è una serra, anche di piccole dimensioni che permetta di garantire un alto tasso di umidità al suo interno per far germogliare i semi. Gli altri elementi sono lo stimolatore di radici con vitamine a aminoacidi ed un sistema riscaldante che permetta di mantenere la temperatura stabile all’interno della serra, di circa 26 gradi.

I costi relativi a tutti questi strumenti variano in base al livello di qualità che si vuole scegliere e si adattano ad ogni tipo di esigenza economica. In particolare durante la fioritura e la crescita vi devono essere degli elementi fondamentali. Essi sono il kit per l’illuminazione, quindi una lampada, un riflettore e un alimentatore magnetico che può costare dai 70 auro fino ai 150 euro; tutti gli elementi per far fiorire la pianta come la pompa ad immersione per donare ad essa la soluzione nutritiva con un costo che va dai 50 fino ai mille euro; un rilevatore di PH, per misurare l’acidità oltre che l’alcalinità dell’acqua, venduto spesso ad un prezzo molto basso; il misuratore EC, per verificare la conducibilità elettrica delle varie soluzioni di fertilizzazione, acquistabile ad un costo medio/ alto; i nutrimenti per far si che la pianta cresca e fiorisca ed infine degli eventuali ventilatori o umidificatori per mantene perfette le condizione dell’aria all’interno della serra.

Questo tipo di coltivazione viene spesso effettuata in un ambiente chiuso dove, oltre ad istallare i principali strumenti ed oggetti, è necessario monitorare in modo costante le condizioni interne del luogo. La luce infatti, durante la fase di crescita, deve essere accesa circa 18 ore al giorno mentre per la temperatura, ossia il clima ottimo all’interno della serra deve essere intorno ai 21/28 gradi. Infine da non dimenticare è il tasso di umidità che si deve aggirare intorno al 50/60%. Esso non deve mai essere superato in quanto troppa umidità potrebbe far proliferare muffe che vanno a danneggiare le piante e compromettere il raccolto.

La normativa per avviare la coltivazione idroponica.

Gli ortaggi e la frutta che vengono prodotti attraverso la coltivazione idroponica non vengono considerati dei prodotti biologici secondo il Regolamento CE 834/2007. Quest’ultimo considera il suolo come il fattore chiave per poter creare dei prodotti alimentari, in quanto la coltivazione permette di mantenerlo fertile e prevenirne l’erosione. Le piante devono infatti essere nutrite attraverso la terra e non con l’utilizzi di fertilizzanti solubili. Tutto questo, che viene confermato anche da un altro Regolamento CE numero 889 del 2008, sta a significare che i prodotti che vengono coltivati all’interno della serra, utilizzando la soluzione idroponica, non possono ottenere la certificazione biologica.

Questo tipo di coltivazione viene molto utilizzata in Germania, Olanda, Canada e Messico dove i vari agricoltori mettono in evidenza la sostenibilità sia ambientale che ecologica della tecnica in questione e permette inoltre di risparmiare molto.

Vantaggi e svantaggi di una coltivazione idroponica.

La coltivazione in questione presenta sia dei vantaggi a suo favore che alcuni svantaggi importanti. Nella prima grande sezione troviamo il fatto che essa può essere praticata in qualsiasi luogo, sopratutto laddove non vi è la disponibilità di terreni da coltivare ed inoltre ha bisogno di un bassa quantità di acqua, circa un decimo in meno rispetto alla tecnica tradizionale.
Ricordiamo anche che la coltivazione idroponica ha un ridotto impatto sull’ambiente circostante e si riesce, attraverso di essa, a produrre dei beni uniformi, aventi qualità e caratteristiche sempre costanti.

Dall’altra parte però troviamo anche qualche svantaggio. Ad esempio uno di essi è il fatto che questo tipo di coltivazione inquina molto in quanto prevede un utilizzo massiccio di energia. Quest’ultima deve permettere di far funzionare la varie attrezzature e strumenti presenti all’interno della serra ed alcuni di essi non sono riciclabili per via del materiale con cui vengono realizzati. Infine la produzione di beni uniformi può essere in alcuni casi uno svantaggio in quanto i prodotti perdono la loro autenticità e possono non soddisfare le esigenze dei consumatori che prestano molto attenzione alla sostanza.

Aprire una coltivazione idroponica

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