Aprire un’impresa richiede una serie di adempimenti e di passaggi obbligatori, alcuni ai fini fiscali, altri puramente tecnici e soprattutto specifici per la particolare tipologia di azienda. A questa regola devono ovviamente attenersi anche coloro che intendono aprire un’impresa per la fabbricazione di camini senza canna fumaria (come Maisonfire). Vediamo insieme come farlo.

Come aprire un’impresa per la fabbricazione di camini senza canna fumaria

Una volta chiariti gli adempimenti comuni a qualsiasi tipologia di impresa, indipendenti dallo specifico settore operativo, ora passiamo a definire quali sono gli aspetti specifici per l’avvio di un’impresa per la fabbricazione di camini senza canna fumaria. Innanzitutto, quando si parla di questa tipologia di camini, solitamente si fa riferimento a quelli a bioetanolo oppure elettrici. I vantaggi offerti da queste soluzioni sono molteplici, tra cui un risparmio sui costi di riscaldamento e un minor impatto a livello ambientale.

  • Camini senza canna fumaria a bioetanolo. Questa particolare tipologia di camini, che come abbiamo detto è senza canna fumaria, prevede l’utilizzo di un combustibile, chiamato bioetanolo, che non emette CO2 nell’ambiente, risultando di fatto ecologico. Esistono molteplici soluzioni, di piccole dimensioni quindi portatili e in grado di fornire un calore localizzato, di medie dimensioni quindi trasportabili con ruote da un’ambiente all’altro ed infine quelli più grandi che prevedono uno “scasso” nella parete dove verranno installati. Oltre al fatto di offrire un risparmio economico e di fare bene all’ambiente, sono molto di tendenza perché alcuni modelli sono dei veri e propri oggetti di design in grado di integrarsi al meglio nell’arredamento.
    Camini senza canna fumaria elettrici. In questo secondo caso di camino senza canna fumaria, il funzionamento è del tutto simile a quello di una stufa elettrica, se non che sulla facciata viene creato un effetto fiamma in grado di riprodurre il fascino del focolaio domestico. Anche per i camini elettrici sono commercializzati differenti modelli di varie misure, dal più piccolo da tavolo o da scrivania, fino a quelli installabili a parete, all’apparenza molto simili ad un quadro. Esattamente come quelli a bioetanolo, molti di questi camini hanno design davvero ricercati, che ne permettono una perfetta integrazione nell’ambiente domestico.

Entrambi gli aspetti stanno decretando di fatto il successo del mercato, con una richiesta sempre crescente di tali camini, che non si deve dimenticare possono essere installati senza canna fumaria o predisposizioni particolari. Con questo presupposto, investire nell’avvio di un’impresa di questo tipo, potrebbe essere positivo, dato il particolare momento storico che stiamo vivendo e un’attenzione sempre maggiore dell’opinione pubblica verso il pensiero green.

Ciò che dovrà essere chiaro però è che nonostante le buone prospettive, non è un settore nel quale è possibile improvvisarsi, ma al contrario sarà richiesto un attento studio e un investimento economico piuttosto sostanzioso. Si dovrà prevedere uno stabilimento per la produzione, macchinari specifici, personale qualificato, progettisti in grado di trovare soluzioni all’avanguardia sia sotto l’aspetto tecnico che di design, e molto altro ancora.

Prima di partire quindi, sarà necessario redarre un business plan, ovvero un documento dove sarà necessario indicare tutto il percorso dell’impresa, quindi l’obiettivo, il percorso per raggiungere tale obiettivo, come reperire i fondi per finanziare il percorso, il mercato dove l’impresa andrà ad inserirsi con i principali competitor e il target di riferimento.

Aprire un’impresa: i primi passi

Come anticipato, prima di poter aprire un’impresa di qualsiasi natura, occorre che si adempia ad una serie di obblighi di natura amministrativa e fiscale. Il primo passo ovviamente consiste nell’apertura della partita IVA, comunicando all’Agenzia delle Entrate l’inizio attività entro il primo mese, utilizzando il modello AA9/7 nel caso di aziende individuali, o il modello AA7/7 per le società, entrambi scaricabili dal sito dell’Agenzia.

Nel momento in cui verrà aperta la partita IVA si dovrà effettuare la scelta del codice ATECO, inerente la tipologia di attività che si ha intenzione di svolgere. Dopo aver aperto la partita IVA, ci saranno alcuni passi da compiere differenziati sulla base del tipo di impresa, se individuale o società.

  • Impresa individuale. Per questa tipologia di impresa, è presente un solo soggetto, unico responsabile di tutta la gestione. Oltre alla richiesta della partita IVA, si dovranno richiedere eventuali licenze se previste. Tra i vari adempimenti, ci saranno delle richieste da effettuarsi al Comune, alla Asl di appartenenza, dichiarare l’inizio attività ed altro ancora, come la denuncia all’INPS e all’Inail.

Per semplificare la parte burocratica, è possibile effettuare una dichiarazione unica, da inoltrare telematicamente al Registro delle Imprese. All’interno di tale comunicazione saranno presenti le informazioni fiscali, assicurative e previdenziali che saranno successivamente inoltrate ai diversi enti.

  • Società. Nel caso l’intenzione fosse quella di avviare una società, si dovranno seguire le medesime regole delle imprese individuali, con l’aggiunta di un importante passaggio. Nelle società difatti, la proprietà dell’impresa è suddivisa tra più soggetti. Per la costituzione della società quindi sarò obbligatorio redigere un atto costitutivo e successivamente lo statuto del notaio.

Come promuovere l’impresa

Ovviamente la fase di promozione dell’impresa, sia sul territorio che online, è importantissima. In questa fase nulla dovrà essere lasciato al caso, quindi sarà assolutamente necessario rivolgersi ad una società di marketing in grado di valorizzare l’impresa e comunicare correttamente i valori aziendali alla potenziale clientela. Per quanto concerne il web, ovviamente verrà aperto un sito internet adeguatamente strutturato dove poter illustrare i prodotti offerti, con relativa campagna di sponsorizzazione sui motori di ricerca e sui social network.

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