Aprire una piscina è sempre una buona idea perché il nuoto è uno degli sport preferiti dagli italiani. Milioni di persone lo praticano perché è una disciplina completa e una soluzione a diversi problemi posturali. Ma come aprirne una?

Dove e come è possibile aprire una piscina?

Esistono molte strade percorribili per chi vuole avviare questo tipo di attività e nessuna è migliore di un’altra. Esistono piscine private e piscine comunali, le seconde sono di appartenenza al Comune.

Costruire da zero una piscina potrebbe essere molto dispendioso, considerate le grandi dimensioni dell’intero locale, a meno che non si riesca a trovare una piscina in gestione. In tal caso la costruzione già c’è, tuttalpiù ci sarà solo bisogno di qualche ristrutturazione e di un rinnovo degli ambienti.

Per le nuove costruzioni esistono dei piccoli aiuti pronti a fare la differenza, in primis il Credito Sportivo del Coni. Questi fondi sono disponibili per tutte le piscine con finalità agonistiche ma è necessario avere l’approvazione del Coni per poter avere accesso al denaro.

Nel sito ufficiale del comitato ci sono tutte le indicazioni e i requisiti necessari per il progetto. Una volta accettato sarà possibile cominciare i lavori, rispettando le limitazioni del caso. L’alternativa per non seguire queste direttive e per avere libero arbitrio in merito alla forma e alla struttura è quello di costruirlo da sé ma, ancora una volta, ritorna il problema del denaro.

Come fare quindi? Un’ottima alternativa è rivolgersi al Comune e chiedere se sia disponibile un terreno con diritto di superficie. Questo accordo permetterà al comune di cedere un proprio terreno per la costruzione della piscina e, al termine di scadenza di contratto, rientrare in possesso della sua proprietà.

Questa convenzione è utile perchè sarà il Comune a doversi occupare dei costi dei servizi offerti dalla piscina, il proprietario potrà quindi evitare una spesa iniziale e periodica, guadagnando quindi per tutto il tempo pattuito.

Alcune condizioni per l’apertura di una piscina

Ogni progetto è a sé e risponde a delle esigenze di gusto o architetturali di riferimento, eppure esistono alcuni parametri basilari da rispettare in ogni caso. Innanzitutto la superficie della piscina deve essere minimo 600 metri quadri, cifra che potrebbe innalzarsi in caso di piscine all’aperto.

Ogni struttura deve essere completa di bagni, camerini e docce. La presenza di ulteriori ambienti è a scelta del proprietario che potrà ben pensare di aggiungere una saletta interna per chi attende la fine dei corsi, piscine per bambini piccoli, ecc.

Anche alcuni servizi come bar e ristorazione possono fare la differenza e attrarre clienti più esigenti. Ovviamente c’è da considerare il fatto che più ambienti significa avere un costo in più nella fase edile perciò è meglio fare un business plan e tenere conto di tutti i costi.

L’iter burocratico

L’apertura di una piscina corrisponde sempre con un’autorizzazione del Comune, quest’ultimo provvederà a effettuare i controlli per individuare l’adempienza a tutte le norme di sicurezza e relative all’urbanistica/edilizia.

Qualora la piscina fosse corredata anche di spazi adibiti al pubblico, sarà necessario contattare la Commissione di Vigilanza preposta per il controllo delle aree aperte al pubblico. Tutte queste domande sono disponibili presso l’ente della propria area di riferimento e vanno consegnate al Comune, i requisiti richiesti cambiano automaticamente da luogo a luogo perciò è bene richiederli e leggere tutte le info specifiche.

Agibilità sanitaria e norme di sicurezza

Non saranno solo questi i documenti richiesti perché sarà necessario anche ottenere l’agibilità sanitaria dell’ASL e il certificato prevenzione incendi dei Vigili del Fuoco. Infine, come ultimo atto ci sarà anche la fase delle valutazioni: acustico, ambientale e di recupero energetico sugli impianti. In caso di piscina coperta sarà obbligatorio avvertire il Comune in merito all’apertura stagionale.

La normativa vigente è in atto dal 1997 ed è facilmente reperibile in rete con il nome di “Requisiti degli impianti di circolazione, trattamento, disinfezione e qualità delle acque di piscina“. Per gli impianti sportivi c’è il D.M. del 1996 che prevede la valutazione del rischio, redazione dei piani di sicurezza e di emergenza, nomina del personale addetto alla sicurezza, formazione del personale addetto agli impianti e controlli periodici degli stessi.

Per quanto riguarda i requisiti ambientali, l’acqua deve rispondere a degli specifici requisiti chimico-fisici e avere valori nella norma. I parametri di riferimento sono riscontrabili nelle leggi regionali o, in mancanza di esse, seguendo la UNI 10637. Insomma, una serie di step lunghi che potrebbero togliere l’iniziale entusiasmo ma che porterà i suoi frutti a lungo termine.

Quanto si guadagna con una piscina?

Chi apre una piscina lo fa per amore e dedizione verso questo sport prima di ogni altra cosa ma è comprensibile valutare anche la questione dei guadagni. Rispetto a una palestra o una scuola di danza, l’abbonamento è molto più alto in virtù dei costi di gestione perciò è scontato sottolineare la grande quantità di denaro entrante grazie agli iscritti.

Questi però finiranno in parte per il pagamento delle spese della struttura, in parte per il pagamento dello staff e in minima parte nelle tasche del proprietario.

Gestire una piscina non è semplice perché è necessario tenere conto delle bollette della luce, del riscaldamento, degli impianti e dell’acqua. In più sarà necessario assumere bagnini, insegnanti, segretarie e addetti alle pulizie. In caso la piscina possegga tutti i requisiti, è possibile richiedere l’omologazione alla Federazione Italiana di Nuoto in modo da poter partecipare a gare ed eventi di importanza nazionale che possano assicurare delle entrate e alzare il livello di notorietà della piscina.

Fa sempre comodo avere un campione nel proprio team, così da attrarre sempre più persone e fan.

Differenziare le attività

Il consiglio è quello di proporre diverse attività sportive in acqua durante la settimana, così da attrarre un gran numero di iscritti e poter così recuperare parte delle entrate. Dall’hydrobike ai corsi di nuoto, sono tante le discipline sportive da fare in acqua!

In più sarà anche possibile organizzare delle lezioni per adulti e bambini, tornei e gare dilentattistiche o agonistiche così da aggiungere altre entrate. Il fine di una piscina non è unicamente il denaro ma con una buona gestione e un approccio più moderno sarà possibile riuscire ad affermarsi nel proprio territorio e proporre una ventata di novità.

Alcune palestre riescono anche a convenzionarsi con ASL e centri sanitari così da proporre una riabilitazione in acqua per i pazienti. Per questo genere di cose c’è un’ulteriore trafila a cui doversi sottoporre ma è un’ottima idea per chi volesse aggiungere un ulteriore guadagno a fine mese.

Infine come dimenticare la possibilità di noleggio della struttura? Le strutture aperte lavorano bene nei mesi stagionali ma come fanno a non soccombere nella parte restante dell’anno? Qualora non si disponesse di un’area al chiuso, meglio sfruttare la superficie aperta quanto più possibile e affittarla ai privati per i loro eventi come compleanni, cene o festeggiamenti vari.

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