Avviare uno studio di contabilità aziendale è un’idea che può garantire un lavoro stabile e, quindi, un guadagno di lungo periodo. L’occasione di esercitare in qualità di liberi professionisti è un’opportunità che attrae molte persone, ma è bene valutare con attenzione tutti gli step che devono essere seguiti per l’apertura dello studio. Prima di tutto, però, è indispensabile definire il tipo di studio contabile che si è intenzionati a gestire, anche capendo se convenga lavorare da soli, e cioè senza dipendenti, o assumere uno o più impiegati. E ancora: meglio operare in autonomia o contemplare la presenza di altri soci?

La tipologia di studio

Nel caso in cui si abbia alle spalle una lunga esperienza nel campo della consulenza, si può prendere in considerazione l’idea di gestire uno studio di consulenza aziendale, tramite il quale mettere a disposizione della clientela soluzioni finalizzate al miglioramento del controllo interno o orientate a ottimizzare le procedure di contabilità. Si potrebbe anche pensare di garantire una formazione completa per l’impiego di programmi dedicati. Ma le alternative tra cui scegliere sono molteplici, se è vero che le consulenze in ambito di contabilità aziendale possono essere richieste anche per l’auditing e per le dichiarazioni dei redditi, sia da parte dei privati che da parte delle imprese.

La strada da seguire per raggiungere il successo

Per attirare nuovi clienti e per avere sin dai primi mesi un buon giro di affari è essenziale puntare sui propri contatti passati. Non è raro che nel corso del proprio iter professionale si sia in grado di stabilire dei rapporti robusti e duraturi con potenziali clienti: perché non approfittarne e chiedere loro se potrebbero essere interessati anche ai servizi offerti dal nuovo studio? Molto c’è da fare anche dal punto di vista del marketing, soprattutto a proposito della costruzione di una reputazione. Anche online, ovviamente: non si può prescindere dalla presenza in Rete garantita da un sito web sempre aggiornato e curato, tramite cui far conoscere i propri servizi.

Le valutazioni da compiere

Ovviamente, l’essere in possesso di una certa esperienza in qualità di contabile non basta di per sé per assicurare il successo dell’attività. Come si può facilmente immaginare, sono numerose le doti e le competenze richieste per l’avvio e la conduzione di una nuova impresa, per quanto ridotte possano essere le sue dimensioni: dalla comunicazione alla gestione dei rapporti con i clienti, passando per il marketing, nulla può essere improvvisato o lasciato al caso. Vale la pena, inoltre, di studiare con attenzione la propria situazione finanziaria, anche per capire quanto si può investire e definire la propensione al rischio che si è disposti a sostenere.

Come proporre lo studio sul mercato

Solo dopo aver definito e studiato in modo oculato un business plan si può procedere con passi concreti: giunge il momento, quindi, di individuare una strategia di entrata, di stabilire la forma societaria da dare all’impresa e di creare una strategia di marketing. Dopodiché l’attività può essere effettivamente avviata, ma c’è ancora molto da fare: per esempio, scegliere un software di contabilità a cui affidarsi, ma anche prendere in affitto un locale in cui allestire lo studio, comprare tutto il materiale di cancelleria e tecnologico di cui si avrà bisogno e provvedere alla registrazione della società.

Quale forma societaria è la migliore?

Non bisogna trascurare l’importanza della decisione che riguarda la scelta della forma societaria, che a tutti gli effetti è una parte essenziale del business plan. Le società a responsabilità limitata, in particolare, sono suggerite per le attività di consulenza aziendale di dimensioni contenute. Nel caso in cui si opti per una ditta individuale, invece, si può beneficiare di costi assicurativi più bassi.

Come si redige il business plan

Merita qualche approfondimento in più la fase di redazione del business plan: esso consiste in un documento formale al cui interno vengono illustrati tutti gli aspetti dell’impresa, dalla mission alla vision. Il business plan deve comprendere le proiezioni delle entrate e dei costi e non può prescindere dalla definizione delle strategie di marketing più appropriate. Attraverso la mission si dovrebbe descrivere il metodo da adoperare per mettere in pratica la vision.

Cominciare da zero: come fare?

Per inserirsi con più facilità nell’ambiente potrebbe essere utile lavorare in società con un altro professionista. I benefici che derivano da una decisione di questo tipo sono molteplici, a cominciare dalla disponibilità di un capitale iniziale maggiore. Ma non è tutto, perché tale approccio consente anche di creare una rete di contatti nell’ambito di riferimento. Ma nulla vieta di acquisire uno studio già avviato: non è detto che tutti abbiano voglia di sobbarcarsi le numerose incombenze correlate a una start up. Quest’ultima, però, assicura una libertà di azione decisamente maggiore e un’autonomia non disponibile in altri casi.

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