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	<title>Idee commerciali per avviare nuove attività</title>
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	<description>Tante idee per acquistrare o aprire una nuova attività commerciale, in proprio o in società,  per investire meglio i soldi e guadagnare. Consigli utili sull&#039;apertura e su come avviare e gestire una nuovà attività.</description>
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		<title>Aprire una lavanderia self service</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jul 2012 13:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aprire lavanderia self service]]></category>
		<category><![CDATA[Idee Self Service]]></category>
		<category><![CDATA[aprire lavanderia]]></category>
		<category><![CDATA[lavanderia]]></category>
		<category><![CDATA[lavanderia a gettoni]]></category>
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		<description><![CDATA[ <p>La lavanderia self service è una di quelle attività dalla gestione semplice e veloce, ideale come attività part-time o per chi non ha grandi capitali da investire.</p> <p>Molti sono coloro che hanno riconosciuto alle lavanderie self-service il vantaggio di poter lavare coperte , trapunte, piumoni, tappeti, sfruttando lavatrici professionali, che in poco tempo permettono [...]]]></description>
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<p>La <a href="http://www.drytech.it/sito/lavanderie_self.asp">lavanderia self service</a> è una di quelle attività dalla gestione semplice e veloce, ideale come attività part-time o per chi non ha grandi capitali da investire.</p>
<p>Molti sono coloro che hanno riconosciuto alle lavanderie self-service il vantaggio di poter lavare coperte , trapunte, piumoni, tappeti, sfruttando lavatrici professionali, che in poco tempo permettono di portare a casa capi puliti e asciutti.</p>
<p><strong>Gli orari di apertura normalmente vanno dalle 7.00 alle 22.00 , danno la possibilità di fruire del servizio anche dopo lavoro o nei giorni festivi.</strong></p>
<p>Uno dei punti cruciali su come aprire una lavanderia è lo studio del posizionamento dell&#8217;attività, poiché da questo dipenderà la riuscita dell&#8217;impresa, sarà bene osservare la zona, la popolazione, le abitudini e scegliere di aprire l’attività nei pressi di caserme, ostelli, università, ospedali o nei pressi di centri commerciali, uffici postali in modo che i clienti possano sfruttare il tempo del ciclo di lavaggio per fare piccole commissioni nei dintorni, essenziale è la facilità di trovare un parcheggio vicino al negozio, poiché pochi clienti avranno voglia di girare ore con il bucato alla ricerca di un posto auto.</p>
<p>Per il lancio dell’attività sarà necessaria una buona campagna pubblicitaria, nella quale sarà bene sottolineare oltre all’effettivo risparmio di tempo e denaro, anche la pulizia del servizio offerto ponendo l’accento sul fatto che ad ogni lavaggio la macchina viene disinfettata a fondo (uno degli aspetti che scoraggia le casalinghe è proprio l’igiene del lavaggio), se offrite dei servizi aggiuntivi quali possono essere servizio di sartoria, fax, fotocopiatrice, postazione internet, metteteli in evidenza.</p>
<p>La gestione della lavanderia è semplice e si limita all’ apertura e chiusura dei locali, alla pulizia, al rifornimento dei detersivi/ammorbidenti, al ripristino della gettoniera.<br />
Per avviare l&#8217;attività non occorre alcuna licenza, è necessaria solo l&#8217;autorizzazione del comune e le dichiarazioni di conformità dell&#8217;impianto.</p>
<p>Considerando che si tratta di un’attività gestibile da un’unica persona, eventualmente anche part-time, e che non necessita di grande impegno, né di investimenti consistenti, si può ipotizzare che si tratti di un buon business</a>.</p>
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		<title>Aprire tutto a un euro</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 15:29:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aprire tutto a un euro]]></category>
		<category><![CDATA[aprire tutto a un euro]]></category>
		<category><![CDATA[tutto a un euro]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p>Ultimamente non è così raro trovarsi davanti ad uno di quegli empori che vendono un po&#8217; di tutto, per cifre estremamente basse, solitamente inferiori ai 10 euro. </p> <p>Si tratta di un&#8217;idea commerciale abbastanza coraggiosa ma che, a patto di far bene i propri calcoli, può anche garantire un margine piuttosto notevole. </p> <p>Ovviamente, [...]]]></description>
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<p>Ultimamente non è così raro trovarsi davanti ad uno di quegli empori che vendono un po&#8217; di tutto, per cifre estremamente basse, solitamente inferiori ai 10 euro. </p>
<p>Si tratta di un&#8217;idea commerciale abbastanza coraggiosa ma che, a patto di far bene i propri calcoli, può anche garantire un margine piuttosto notevole. </p>
<p>Ovviamente, parlando di articoli di basso costo, l&#8217;aspetto principale sarà quello del numero: i clienti dovranno essere tanti, anzi tantissimi, per garantire un incasso sufficiente a giustificare il nostro lavoro. </p>
<p>Ecco che quindi la locazione del negozio &#8220;tutto a un euro&#8221; sarà l&#8217;aspetto cui dare maggior attenzione in fase di pianificazione. </p>
<p>Dovremo strutturare cioè la nostra attività in una zona ad altissimo passaggio, soprattutto pedonale, e che garantisca come fascia di clientela soprattutto quella delle casalinghe, vere e proprie esperte nella gestione di una casa con la riduzione delle spese ai minimi termini, soprattutto nei tempi attuali in cui la crisi economica sta contraendo sempre di più il ptere di acquisto degli italiani. </p>
<p>Dopo la localizzazione, ovviamente, l&#8217;aspetto più importante è rappresentato dalla nostra abilità inmprenditoriale ma, soprattutto, commerciale. </p>
<p>Quando si apre un negozio del tipo &#8220;tutto a un euro&#8221;, il gioco è essenzialmente svolto nel momento della contrattazione all&#8217;acquisto. Minore sarà il costo che riusciremo a spuntare per noi, maggiore sarà la possibilità di ottenere comunque un buon margine nonostante il prezzo di vendita estremamente contenuto.</p>
<p>Ma attenzione, molto spesso per ottenere prezzi bassi si fa l&#8217;errore di acquistare a stock. E questo è un aspetto da tenere davvero sotto stretto controllo. Da un lato infatti a poco sarà servito ottenere un prezzo unitario basso se poi ci ritroveremo il magazzino pieno di rimanenze da smaltire, dall&#8217;altro la caratteristica di un emporio &#8220;tutto a un euro&#8221; è proprio quella di presentare un catalogo estremamente vario e sviluppato; non potremo quindi permetterci di inondare gli scaffali con articoli tutti uguali a scapito della varietà. </p>
<p>E qui veniamo all&#8217;aspetto dell&#8217;arredamento. Per tenere i prezzi bassi occorre mantenere le spese fisse sotto stretto controllo. Da qui segue che gli articoli dovranno essere disposti su scaffalature ed altra mobilia senza troppe pretese ma al contempo di aspetto dignitoso e funzionalità garantita. </p>
<p>Detto questo, resta evidente che alla radice del successo di un emporio &#8220;tutto a un euro&#8221; vi è sicuramente una solida componente di abilità commerciale nell&#8217;azzeccare forniture la cui vendita abbia un minimo di garanzia e per cui sia al contempo possibile mantenere il prezzo per articolo sufficientemente ridotto da rientrare nel target della nostra attività.</p>
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		<title>Aprire una macelleria</title>
		<link>http://www.idee-commerciali.it/idee/aprire-macelleria</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 15:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aprire una macelleria]]></category>
		<category><![CDATA[aprire macelleria]]></category>
		<category><![CDATA[macelleria]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p>Nonostante tutto, quella della fettina rimane un&#8217;abitudine per molti. Di qui la convenienza, per quanto limitata da questi tempi di crisi, della macelleria come idea commerciale per una nuova attività.</p> <p>Il consumo di carne è infatti una di quelle voci che, pur calando, mantengono una notevole stabilità nell&#8217;andamento. Sapendoci fare, e con un po&#8217; [...]]]></description>
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<p>Nonostante tutto, quella della fettina rimane un&#8217;abitudine per molti. Di qui la convenienza, per quanto limitata da questi tempi di crisi, della macelleria come idea commerciale per una nuova attività.</p>
<p>Il consumo di carne è infatti una di quelle voci che, pur calando, mantengono una notevole stabilità nell&#8217;andamento. Sapendoci fare, e con un po&#8217; di fortuna, il risultato potrebbe essere decisamente superiore alle immaginazioni.</p>
<p>Innanzitutto la scelta del locale. Per un mestiere come questo non è possibile pensare troppo in piccolo. Il banco deve essere di buone dimensioni, correttamente configurato e mantenuto sempre (ci mancherebbe altro!) in perfette condizioni di pulizia. </p>
<p>Anche la localizzazione, ovviamente, fa la sua parte. E&#8217; sempre opportuno scegliere luoghi di passaggio, frequentati dal pubblico, ovviamente, ma, cosa ancora più importante, localizzati in prossimità di attività complementari ma non concorrenziali, quali enoteche, salumerie o rivendite di formaggi. </p>
<p>La metratura del locale dovrà essere tale da garantirvi, oltre alla zona di vendita ed esposizione, anche quella di lavorazione e conservazione.<br />
A questo proposito, è utile ricordare che in questo tipo di attività non ci si può assolutamente improvvisare. Ogni tipo di carne è un mondo a se&#8217; stante, ed il modo di proporla, tagliarla, prepararla e conservarla varia tantissimo. In poche parole: occorre studiare. La cosa migliore è quella di andare a bottega, come si suol dire, presso qualcuno che il mestiere lo conosca bene e lo eserciti da diversi anni. </p>
<p>Detto questo passiamo agli adempimenti che non sono pochi: come sempre si consiglia caldamente di passare dal Comune di competenza per farsi fornire tutti gli elementi necessari, dato che le regolamentazioni possono cambiare a seconda della località.<br />
Tuttavia, al minimo, quello che servirà sarà una DIA per l&#8217;inizio attività, il nulla osta sanitario, quello veterinario, l&#8217;iscrizione al REC (con relativo esame, quindi).</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;investimento iniziale, la parte del leone la faranno sicuramente i macchinari. Meglio quindi pensare di iniziare con un usato di qualità per minimizzare le spese iniziali.</p>
<p>Ultima cosa ma sicuramente non la meno importante: la fornitura. In questo mestiere la qualità fa la differenza, insieme al modo di fare ed alla competenza. Quindi il consiglio è quello di selezionare i fornitori con la massima cura. </p>
<p>Date ai vostri clienti qualcosa che dia loro motivo di tornare da voi. E per ottenere questo l&#8217;unico modo è quello di vendere prodotti di tale qualità e freschezza da stupire anche il più esigente ma anche fornire, ad esempio, soluzioni rapide solo da cucinare e congruenti con il momento dell&#8217;anno: cotechini pronti da cuocere, arrosti arrotolati pronti da fare al forno, faraone imbottite e così via. </p>
<p>Dopo tutto, a chi non fa piacere fare la figura del grande cuoco con poco sforzo?</p>
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		<title>Aprire un elettrauto</title>
		<link>http://www.idee-commerciali.it/idee/aprire-elettrauto</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 15:13:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aprire elettrauto]]></category>
		<category><![CDATA[aprire elettrauto]]></category>
		<category><![CDATA[aprire un elettrauto]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p>Aprire una nuova attività come elettrauto può essere un’idea significativa per un qualcosa da svolgere in proprio. La richiesta per questo genere di figura professionale è sempre alta. Dopo un pausa di tendenza negli scorsi anni infatti, questo “mestiere” è ritornato ad essere un po’ snobbato. La concorrenza quindi è inferiore che per altri [...]]]></description>
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<p>Aprire una nuova attività come elettrauto può essere un’idea significativa per un qualcosa da svolgere in proprio.<br />
La richiesta per questo genere di figura professionale è sempre alta. Dopo un pausa di tendenza negli scorsi anni infatti, questo “mestiere”  è ritornato ad essere un po’ snobbato. La concorrenza quindi è inferiore che per altri settori. </p>
<p>Cosa occorre per diventare elettrauto? Sicuramente un diploma di scuola media superiore, e poi un corso di abilitazione dedicato. </p>
<p>Di solito questi corsi vengono organizzati e gestiti dalla provincia o dalla regione. La durata è di 1.200 ore, con frequenza obbligatoria e, al termine, prevedono il rilascio dell’abilitazione professionale, senza la quale non è possibile fregiarsi del titolo appunto di “elettrauto”. </p>
<p>A questo punto però occorre fare esperienza. Almeno un anno lavorando presso un’officina o un elettrauto già professionista consentirà di acquisire quantomeno le basi del mestiere, considerato che la preparazione scolastica può fornire i primi elementi  teorico-pratici, ma sicuramente non quella preparazione avanzata che può venire solo dall’esperienza sul campo.</p>
<p>Diciamo quindi che dopo uno o due anni trascorsi, come si sul dire, andando a bottega, a patto di possedere talento, passione ed essersi impegnati con serietà e concentrazione sul lavoro, si potrà pensare all’apertura in proprio.<br />
Qui entra in gioco però anche il secondo fattore: la capacità imprenditoriale. </p>
<p>Per aprire un elettrauto non sono richieste autorizzazioni particolari, ma certamente attrezzature, spazio e macchinari si.</p>
<p>Questo crea il cosiddetto “rischio d’impresa”, in questo caso strettamente legato al valore dell’investimento iniziale. </p>
<p>Proprio per la gestione del suddetto rischio, è richiesta una certa capacità imprenditoriale. Per potersi organizzare correttamente, e per pianificare con efficienza e un minimo di precisione gli investimenti e la loro durata nel tempo.</p>
<p>A proposito di adempimenti, quella in esame è una di quelle professioni che, abitualmente, prevede semplicemente una DIA  e poche altre formalità burocratiche. Ma attenzione, per quanto riguarda il luogo in cui si andrà ad aprire la propria officina, le cose possono variare, e anche di parecchio, al variare della città, comune , provincia e regione.</p>
<p>Vale quindi sempre la pena di informarsi sia presso gli uffici del comune di competenza che presso la camera di commercio, su quali siano effettivamente gli adempimenti richiesti dall’amministrazione civica.</p>
<p>A titolo informativo, nell’apertura di un’officina ci sono diversi parametri da rispettare, quali metratura minima, divisione spazi (ad esempio vi sono regole precise sulla metratura minima da destinare a magazzino).</p>
<p>Si ribadisce quindi la necessità di rivolgersi alle autorità competenti per evitare di incappare in brutte sorprese che potrebbero influire negativamente sulla possibilità lavorativa.</p>
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		<title>Aprire un&#8217;agenzia viaggi</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 16:23:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aprire agenzia viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[agenzia viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[aprire agenzia viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p>Nonostante i vari spauracchi da redditometro, quella dell&#8217;agenzia viaggi rimane una soluzione interessante per mettere in piedi un&#8217;attività in proprio, che promette di fornire una buona redditività.</p> <p>Ovviamente si tratta solo di un promessa che non è detto venga mantenuta: le fluttuazioni dei mercati e del potere reddituale della potenziale clientela rendono questo settore [...]]]></description>
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<p>Nonostante i vari spauracchi da redditometro, quella dell&#8217;agenzia viaggi rimane una soluzione interessante per mettere in piedi un&#8217;attività in proprio, che promette di fornire una buona redditività.</p>
<p>Ovviamente si tratta solo di un promessa che non è detto venga mantenuta: le fluttuazioni dei mercati e del potere reddituale della potenziale clientela rendono questo settore comunque sottoposto alle stesse problematiche di tutti gli altri. </p>
<p>Diciamo però che in ogni caso, un&#8217;agenzia viaggi ben gestita, e avviata da almeno tre o quattro anni, normalmente garantisce soddisfazioni, sia da un lato professionale che economico.</p>
<p>Cosa occorre? In senso lato il consiglio (molto caldo) è quello di rivolgersi alla camera di commercio della propria città, data la forte differenza tra regolamenti nelle diverse regioni e province.</p>
<p>Genericamente, quello che senz&#8217;altro occorre è la figura del Direttore Tecnico, di fatto l&#8217;unico adempimento che rimane obbligatorio per questo settore commerciale. </p>
<p>Il Direttore Tecnico per Agenzie Viaggi si forma con almeno due anni di lavoro (dimostrabile e retribuito) come minimo al quarto livello del commercio. In caso di società qualunque socio può assumere questa qualifica purchè in possesso dei requisiti detti sopra. </p>
<p>In realtà esistono due modi fondamentali per gettarsi in questo tipo di impresa. Il primo implica l&#8217;acquisizione in franchising dell&#8217;attività. Il capitale iniziale è più basso che in caso di apertura autonoma, ma per contro esiste tutta una serie di obblighi di ordine economico verso chi concede il marchio. Questo oltre al fatto che in caso di franchising, tutto quanto deve rispettare gli standard imposti.</p>
<p>L&#8217;altro modo implica l&#8217;apertura in autonomia. In questo caso l&#8217;investimento è più alto (può aggirarsi tra i 30.000 euro e i 50.000), però gli incassi saranno tutti dell&#8217;azienda e in più sarà possibile personalizzare ogni aspetto dell&#8217;attività.</p>
<p>Certamente non possiamo considerare questo specifico settore un gioco da ragazzi. Occorre una conoscenza estremamente approfondita delle regole inerenti il mercato del turismo, e non si tratta di una conoscenza acquisibile solo con la teoria. </p>
<p>Il suggerimento quindi è quello di procurarsi tale esperienza (qualora non la si possiede, ovviamente) lavorando come dipendente per almeno due &#8211; tre anni in un&#8217;agenzia vera, già consolidata. Il vantaggio sarà duplice: quando aprirete la vostra agenzia saprete esattamente in cosa consiste il lavoro e, in più, potrete fare voi stessi da Direttore Tecnico, risparmiando così una certa quantità di denaro.</p>
<p>Attenzione però a fare sempre correttamente i conti. Anche se avete esperienza nel settore del turismo (e quindi conoscete il lavoro) non è detto che questo sia valido anche per quanto riguarda il lato economico ed amministrativo dello stesso. </p>
<p>Il consiglio in questo caso è quello di sfruttare l&#8217;esperienza di qualche consulente qualificato o di persone dallo spiccato senso imprenditoriale.</p>
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		<item>
		<title>Aprire un&#8217;attività di gommista</title>
		<link>http://www.idee-commerciali.it/idee/aprire-un-gommista</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 14:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aprire un gommista]]></category>
		<category><![CDATA[gommista]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p>Le gomme si cambiano e si usurano. Si alternano e si consumano. In altre parole, quello del gommista non è propriamente una delle attività più gettonate, ma neppure tra quelle a più alto rischio di sparizione a causa della crisi.</p> <p>Per aprire un esercizio commerciale come gommista, occorrono alcuni requisiti, quale il diploma come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left">
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<p>Le gomme si cambiano e si usurano. Si alternano e si consumano. In altre parole, quello del gommista non è propriamente una delle attività più gettonate, ma neppure tra quelle a più alto rischio di sparizione a causa della crisi.</p>
<p>Per aprire un esercizio commerciale come gommista, occorrono alcuni requisiti, quale il diploma come meccanico / gommista, oppure avere lavorato per almeno tre anni (anche in qualità di socio) presso un&#8217;attività simile. </p>
<p>In alcuni casi particolari il periodo può essere ridotto ad un anno.</p>
<p>Ad ogni buon conto, la prima cosa da fare è la presentazione della classica DIA, previa l&#8217;iscrizione all&#8217;albo artigiani (se l&#8217;attività è svolta in proprio) di almeno un socio (se l&#8217;attività prevede la messa in opera di una qualche forma societaria.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;attività in se&#8217; poi, quantomeno dal punto di vista degli adempimenti, non sono richieste particolari obbligazioni, se non per il magazzino di stoccaggio (per le gomme), che deve rispondere a determinati requisiti che è meglio verificare preventivamente presso la camera di commercio ed il comune locale per evitare di incorrere in possibili quanto spiacevoli sanzioni.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo problema può essere scavalcato nel caso non si debbano mantenere le gomme immagazzinate (ordine e montaggio che seguono immediatamente l&#8217;un l&#8217;altro).</p>
<p>Come per tutti i mestieri artigiani, anche quello di gommista non è qualcosa da improvvisare, anche perché dalla salute delle gomme dell&#8217;auto possono dipendere le vite dei relativi occupanti.<br />
Meglio quindi essere certi di essere in possesso dell&#8217;esperienza necessaria, sia per una buona riuscita dal punto di vista personale che per la sicurezza della clientela.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;investimento iniziale, tutto dipende dalla fornitura che si intende avviare. Maggiore il numero, la scelta e le dimensioni dei modelli ordinati, maggiore sarà la spesa ma anche maggiore sarà la rapidità del servizio che si riesce ad erogare al cliente. </p>
<p>Qui in effetti sta l&#8217;abilità imprenditoriale: conoscere il mercato e raccogliere sufficiente esperienza per poter pianificare l&#8217;approvvigionamento necessario e sufficiente ad affrontare la clientela più frequente e stabilire rapporti di fornitura con partner commerciali sicuri ed affidabili per poter evadere gli ordini di articoli fuori stock con la massima celerità.</p>
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		<title>Aprire una tabaccheria</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 16:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aprire tabaccheria]]></category>
		<category><![CDATA[aprire una tabaccheria]]></category>
		<category><![CDATA[tabaccheria]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p>Di questi tempi aprire una tabaccheria potrebbe sembrare un controsenso, con il crescente allerta salutistico sull&#8217;argomento e le recenti impennate dei prezzi di vendita, ma in realtà non è così.</p> <p>Quella del fumo è un&#8217;abitudine che accompagna l&#8217;essere umano dalla notte dei tempi ed è quindi profondamente radicata nell&#8217;animo dell&#8217;uomo. Si pensi anche solo [...]]]></description>
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<p>Di questi tempi aprire una tabaccheria potrebbe sembrare un controsenso, con il crescente allerta salutistico sull&#8217;argomento e le recenti impennate dei prezzi di vendita, ma in realtà non è così.</p>
<p>Quella del fumo è un&#8217;abitudine che accompagna l&#8217;essere umano dalla notte dei tempi ed è quindi profondamente radicata nell&#8217;animo dell&#8217;uomo. Si pensi anche solo all&#8217;uso della pipa, di cui si trovano tracce in epoche sorprendentemente remote.</p>
<p>Il mondo del tabacco è un mondo estremamente variegato, anche profondo, con le sue leggi, i suoi rituali e, cosa che interessa particolarmente in questo caso, le sue nicchie di mercato.</p>
<p>Vendere delle sigarette non significa avere un negozio per fumatori. In realtà per il vero fumatore, quello appassionato, la sigaretta è l&#8217;ultima cosa che importa. </p>
<p>Quello che interessa, ad esempio, è l&#8217;accessorio, come nel caso del fumatore di pipa. O lo strumento prinicipe (la pipa appunto).</p>
<p>Ma anche il tabacco presenta profonde implicazioni personali, quando si voglia venderlo sul serio e non come semplice passamano pagato.</p>
<p>Esistono i tagli e le mescole, ma anche solo nel caso del sigaro, la tradizione correlata è talmente ampia da aver stimolato la scrittura di interi trattati.</p>
<p>La clientela di questo genere di mercato è una clientela particolare, spesso molto raffinata, che fa del fumo il suo momento di piacere più intenso, e che richiede spesso una quantità di accessori da rendere comprimari per questi momenti. </p>
<p>Il tagliasigari di una certa foggia, l&#8217;accendino più o meno di lusso, di quella marca piuttosto che di quell&#8217;altra, e così via.</p>
<p>Su queste premesse possiamo dire che la convenienza di business in questo settore c&#8217;è ancora ed è anche piuttosto valida per generare margini di sicuro interesse. </p>
<p>Quello che conta in questo caso è, forse più che in altri settori, la competenza. Occorre una perfetta conoscenza del mercato e delle sue offerte, sia per fornire sempre prezzi concorrenziali che per avere la capacità di intuire le esigenze di ogni tipologia di cliente, tipologie estremamente disparate ma che sicuramente hanno in comune la richiesta particolare. </p>
<p>Il fumatore dedito a quel particolare tabacco non esiterà ad eleggere il negozio in cui lo trova a colpo sicuro come suo fornitore di fiducia. </p>
<p>Altrettanto velocemente lo sconfesserà come tale alla prima occasione in cui non trova ciò che, abitualmente, acquista.</p>
<p>L&#8217;approvigionamento e la sua pianificazione sono quindi fattori essenziali. In secondo luogo ma non meno importante, è la diversificazione degli articoli. Non ha senso infatti tenere a magazzino solo quelli più richiesti: questo non farà altro che portare verso un progressivo impoverimento dell&#8217;offerta e un conseguente appiattimento della percezione del valore del negozio.</p>
<p>Anche l&#8217;estetica vuole la sua parte. L&#8217;arredo dovrà essere ovviamente consono con un&#8217;accurata scelta dei componenti che dovranno accompagnare gradevolmente la tipologia merceologica offerta: poco o niente metallo, poco vetro e, per quanto possibile, legno e cuoio naturali, magari corredati dal profumo tipico del tabacco, cosa non difficile da ottenere semplicemente sacrificando qualche confezione di tabacco da pipa ogni tanto. </p>
<p>Dal punto di vista degli adempimenti, sicuramente è meglio prendere in considerazione il rilievo di una rivendita già esistente. Il Decreto Bersani infatti non ha avuto nessun effetto su questo settore merceologico, per cui, per aprire una nuova tabaccheria, occorre una licenza il cui ottenimento ex-novo, essendo sottoposto ad un nutrito gruppo di parametri, oltre che ad un&#8217;asta per l&#8217;acquisizione, non è affatto semplice. </p>
<p>Rilevare una licenza già in essere non è difficile. Il problema è pagarla il giusto. Il valore infatti spesso viene alterato con diversi trucchi, ed è abbastanza facile finire per pagare molto più del dovuto.</p>
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		<title>Aprire una rivendita di telefoni cellulari</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:07:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aprire una rivendita di telefoni cellulari]]></category>
		<category><![CDATA[telefoni cellulari]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p>Certamente i tempi sono cambiati ed aprire una rivendita di telefoni cellulari è un&#8217;idea commerciale che presenta aspetti contrastanti e richiede accorgimenti di un certo tipo per evitare di andare incontro a difficoltà di vendita.</p> <p>Tuttavia è anche vero che quello della telefonia mobile è uno dei pochi settori che sembrano risentire meno, per [...]]]></description>
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<p>Certamente i tempi sono cambiati ed aprire una rivendita di telefoni cellulari è un&#8217;idea commerciale che presenta aspetti contrastanti e richiede accorgimenti di un certo tipo per evitare di andare incontro a difficoltà di vendita.</p>
<p>Tuttavia è anche vero che quello della telefonia mobile è uno dei pochi settori che sembrano risentire meno, per quanto paradossale questo possa sembrare, della crisi economica e dei mercati.</p>
<p>Negli ultimi tempi infatti, grazie alla guerra instauratasi tra i vari produttori di smartphone (incluso iPhone), le offerte di apparecchi si sono moltiplicate, allargando il mercato e rendendolo decisamente fluido.</p>
<p>Tuttavia, la rivendita pura e semplice di cellulari oggi deve tenere conto dell&#8217;offerta delle compagnie telefoniche che hanno iniziato a fornire terminali di fascia elevata con il sistema della rateazione o del comodato d&#8217;uso, togliendo quindi enfasi alla vendita di terminali tout-court.</p>
<p>La semplice rivendita non è più quindi idonea a sostenere il budget richiesto e necessita di altre tipologie di business da affiancare. </p>
<p>Una di queste è sicuramente il mercato delle riparazioni. I nuovi terminali hanno infatti diversi punti critici e le rotture di schermo o i malfunzionamenti per usura non sono affatto rari. Ecco quindi che l&#8217;offerta di un servizio di riparazione e sostituzione diverso da quello proposto dalle grandi case (spesso caratterizzato da grandissima inefficienza, perdita di tempo e mancata riparazione del danno) può costituire l&#8217;asso nella manica da accostare alla vendita pura e semplice.</p>
<p>Anche un buon catalogo di accessori, offerti con conoscenza tecnica del prodotto proposto, e dal prezzo commisurato alle funzioni, è senz&#8217;altro qualcosa da aggiungere al proprio arsenale per l&#8217;indispensabile diversificazione dell&#8217;offerta commerciale.</p>
<p>Ciò che in genere manca nei negozi di questo tipo è una vera competenza tecnica sugli articoli proposti. Capita infatti molto spesso che, di fronte ad una richiesta rpecisa, il negoziante non abbia idea se quella particolare funzione sia presente e in quali modelli. </p>
<p>E&#8217; vero che il cliente esigente non è di certo costituente la maggioranza della domanda. Ma è anche vero che rappresenta una tipologia abitualmente ad alta capacità di spesa e quindi sicuramente da non disdegnare. </p>
<p>A questo proposito è utile ricordare che per un negozio di questo tipo è determinante la capacità di accontentare tutte le fasce di clientela: l&#8217;abilità dell&#8217;esercente starà quindi proprio nella pianificazione oculata e mirata degli investimenti, e nella capacità di non dover mai dire &#8220;mi spiace, l&#8217;ho finito proprio ieri, ma se vuole glielo ordino&#8221;.</p>
<p>Ricordate che chiunque si compri un cellulare oggi lo fa per lavoro o per l&#8217;esigenza di un nuovo giocattolo e, in nessun caso, è disposto ad aspettare i vostri comodi.</p>
<p>Per il resto le questioni sono le solite relative all&#8217;apertura di una nuova attività: DIA e autorizzazioni ASL per l&#8217;agibilità dei locali, iscrizione al REC per la vendita al dettaglio ed il commercio, attenta scelta della location e corretta preventivazione delle spese.</p>
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		<title>Aprire un&#8217; officina meccanica</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 16:29:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aprire officina meccanica]]></category>
		<category><![CDATA[aprire officina meccanica]]></category>
		<category><![CDATA[officina meccanica]]></category>

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<p>Il meccanico: una figura che, in qualche modo, ha sempre colpito l&#8217;immaginario collettivo. Può anche sembrare un paragone azzardato, ma l&#8217;aura che circonda l&#8217;uomo in grado di cavarsela con i mezzi meccanici è da sempre caratterizzata da un certo fascino, soprattutto nella collettivitrà maschile.</p>
<p>Certo è che questa professione, più di tante altre, non concede improvvisazioni. La meccanica  è una scienza alquanto precisa, con le sue leggi ed i suoi obblighi, ma soprattutto dominata dall&#8217;esperienza.</p>
<p>Dunque meccanici non ci si può improvvisare, occorre conoscere i mezzi e, se fino a qualche tempo fa, era comunque concesso un buon margine di importanza alla capacità di arrangiarsi, oggi non è più così. I nuovi motori sono esetremamente complessi e, oltre a questo, le case automobilistiche richiedono sempre maggiori competenze a chi voglia fregiarsi dei vari marchi.</p>
<p>Quindi le possibilità, per chi volesse lanciarsi in questo genere di sfida, sono fondamentalmente due.<br />
La prima prevede la presenza di una solida preparazione di base, non disgiunta da una certa quantità di talento.<br />
La seconda, in assenza delle caratteristiche di cui sopra, implica un&#8217;ottima capacità e preparazione imprenditoriale e, contestualmente, una certa disponibilità economica.</p>
<p>In altre parole si può pensare a mettersi in proprio come meccanico vero e proprio, aprendo una piccola officina, oppure impiantarne una come esperienza imprenditoriale, fornendola ovviamente di personale altamente qualificato.</p>
<p>Nel primo caso, a parte la solita DIA e i permessi ASL di rito (attenzione alle metrature e ai locali d&#8217;obbligo; è fortemente consigliato rivolgersi al comune di pertinenza per avere le informazioni esatte sulle caratteristiche richieste), quello che serve, oltre alla preparazione è tanta pazienza e buona volontà. Occorre farsi conoscere ma, soprattutto, farsi identificare come risolutore di alcune specifiche categorie di problemi.</p>
<p>Diciamo che, in questo primo caso, la crisi gioca da un lato a sfavore (la difficoltà di reperire finanziamenti a inizio attività) ma dall&#8217;altro molto a favore, nel senso che sono sempre di più le persone che, pur di mantenere in vita il proprio mezzo, per quanto obsoleto, sono disposte a rivolgersi anche a officine generiche, per non subire i salassi dei meccanici &#8220;ufficiali&#8221; o addirittura per non essere costretti a cambiare mezzo.</p>
<p>Le probabilità sono quindi abbastanza a favore della nuova impresa per quanto difficile sia trovare il minimo capitale iniziale.</p>
<p>Nel secondo caso la questione diventa davvero diversa. Stiamo parlando di mettere in piedi un&#8217;impresa complessa, con costi fissi piuttosto importanti, per la quale è indispensabile elaborare un business plan rigoroso.<br />
In questo caso infatti l&#8217;investimento iniziale deve tenere conto non solo dei classici costi fissi, quali affitto, attrezzature e promozione ma anche il costo del personale che, in caso di alta qualifica professionale, incide in modo importante dal punto di vista finanziario.<br />
Anche la promozione iniziale dovrà essere studiata con competenza in modo da raggiungere rapidamente il maggior numero di persone possibile. A questo proposito, anche la designazione del target di clientela dovrà essere piuttosto precisa.</p>
<p>Due soluzioni diverse, due idee commerciali diverse per livelli differenti di impegno, sia economico che operativo.</p>
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		<title>Aprire un call center</title>
		<link>http://www.idee-commerciali.it/idee/aprire-call-center</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 15:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aprire call center]]></category>
		<category><![CDATA[aprire call center]]></category>
		<category><![CDATA[call center]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p>La comunicazione oggi è al centro dell&#8217;attenzione. Tuttavia per quasi qualsiasi azienda, la presenza di risorse dedicate esclusivamente ai contatti telefonici è un costo fisso evitabile. Chiaramente non stiamo parlando qui di contatti dedicati a prodotti specifici o particolari: se avete un&#8217;azienda che produce un articolo specifico e il vostro call center è dedicato [...]]]></description>
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<p>La comunicazione oggi è al centro dell&#8217;attenzione. Tuttavia per quasi qualsiasi azienda, la presenza di risorse dedicate esclusivamente ai contatti telefonici è un costo fisso evitabile.<br />
Chiaramente non stiamo parlando qui di contatti dedicati a prodotti specifici o particolari: se avete un&#8217;azienda che produce un articolo specifico e il vostro call center è dedicato in modo particolare a ricevere telefonate per ordini o informazioni tecniche, appare evidente che il suddetto costo è qualcosa di indispensabile alla vostra azienda.<br />
Ma se invece il flusso di comunicazioni è prevalentemente diretto verso l&#8217;esterno, o non necessita di una formazione tecnica specifica, ecco che diventa appetibile rivolgersi ad un call center.</p>
<p>Cosa occorre per aprirne uno? Innanzitutto uno spazio, piuttosto ampio, la cui superficie dipenderà esclusivamente dal numero di operatori che intenderete dedicare all&#8217;attività.<br />
Ogni postazione dovrebbe essere calcolata in circa 4 mq, quindi per 50 operatori, lo spazio da calcolare sarà intorno ai 200 metri quadri.</p>
<p>In secondo luogo la parte tecnica. Avrete bisogno di linee telefoniche, e attrezzature per la loro gestione. Da questo punto di vista occorre interpellare i vari fornitori di telefonia a livello nazionale. Ma attenzione a fare bene i conti e a scegliere impianti modulari, che sia possibile espandere nel tempo e il cui funzionamento sia sempre garantito. Per un call center questo è il centro della questione e restare a piedi per un guasto tecnico può significare perdere davvero molto denaro.</p>
<p>Poi abbiamo le singole postazioni. Le soluzioni tecniche sono diverse e dedicate: si va dalla singola workstation per ogni postazione alla soluzione in condivisione o in accesso remoto. Qui la scelta dipende dall&#8217;analisi dei costi che avrete preventivamente fatto. Un fattore da tenere presente è che l&#8217;hardware ha la tendenza a guastarsi e quindi, meno ce n&#8217;è in giro, meglio è. D&#8217;altro canto invece, i software che gestiscono il traffico e le informazioni per l&#8217;operatore possono essere molto assetati di risorse, soprattutto nell&#8217;uso contemporaneo da parte di molti utenti. </p>
<p>Ricordiamo che, per un operatore di call center, oltre alla preparazione sull&#8217;argomento specifico, contano essenzialmente le operazioni ripetitive: quindi la facilità ad accedere all&#8217;elenco delle chiamate o alle informazioni anagrafiche disponibili del chiamante.</p>
<p>Di software ce ne sono diversi tipi, ma occorre assolutamente non improvvisarsi nella scelta degli stessi. A meno che non si sia in possesso di una formazione approfondita in merito, quindi, meglio farsi assistere da personale qualificato e dalla provata esperienza tecnica e pratica nel campo.</p>
<p>I call center, ricordiamo, devono poter servire diversi clienti contemporaneamente. L&#8217;organizzazione logistica del personale, dei relativi turni e formazione, dovranno quindi essere impeccabili, e accuratamente pianificati.</p>
<p>In sostanza non si tratta di un&#8217;attività che si può improvvisare, soprattutto perché, dopo averla organizzata e implementata perfettamente, occorre trovare la clientela. Dovrà quindi esistere una struttura commerciale che provveda costantemente all&#8217;ingresso di nuovi committenti, dato che il personale, i locali e le attrezzature avranno comunque un costo fisso inderogabile.</p>
<p>Prima di lanciarsi in un&#8217;impresa che, nonostante l&#8217;apparente semplicità organizzativa, presenta molti punti critici, occorrerà quindi avere le idee chiare su quello che ci aspetta.</p>
<p>A questo proposito il consiglio è quello di conoscere bene il mestiere, lavorando magari prima come operatore per qualche tempo e poi nella struttura commerciale, in modo da chiarirsi con discreta precisione il quadro della situazione.</p>
<p>Anche l&#8217;ipotesi di apertura in franchising non deve essere scartata a priori, considerata l&#8217;abbondanza di soluzioni di questo tipo presenti sul mercato, e la relativa protezione che forniscono al novello imprenditore.</p>
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