L’affittacamere rappresenta un’ottima occasione di guadagno per chi dispone di una casa spaziosa o di una struttura da adibire all’accoglienza di ospiti. Si può parlare infatti di attività di affittacamere per strutture da non più di dodici letti che forniscano alloggio ricevendo un corrispettivo in denaro.

L’attività di affittacamere si distingue tra professionale e non. Nel primo caso il titolare non vive nella struttura: si tratta di una vera e propria azienda, quindi c’è l’obbligo di aprire una partita Iva (Il codice Ateco di riferimento è il 55.23.5 dedicato alle Attività di affittacamere per brevi soggiorni, case vacanza), di iscriversi al Rec, alla Camera di commercio e di consegnare la Scia agli uffici del Comune in cui ha sede l’attività. Il documento deve essere corredato dalla carta d’identità e dal codice fiscale del titolare, dalla descrizione della struttura (disposizione, numero di posti letto, servizi igienici). La Scia può essere presentata anche per via telematica

Al Comune andranno anche dichiarati i prezzi che si intendono applicare: quest’informazione va anche esposta all’interno della struttura. L’apertura di un’attività di affittacamere deve rispondere alla legislazione vigente che prevede si tratti di strutture composte da non più di 6 camere ubicate in non più di 2 appartamenti ammobiliati in uno stesso stabile, nei quali sono forniti alloggio ed eventualmente servizi complementari.

Come anticipato l’attività può essere esercitata anche a livello non professionale a patto che si rispettino determinati paletti. Innanzi tutto l’attività deve avere un carattere occasionale e di deve svolgere nell’abitazione in cui il titolare ha la residenza o per lo meno il domicilio.

In questo caso il vantaggio è rappresentato dal fatto che il titolare è esonerato dall’iscrizione al registro imprese e anche dall’apertura di una partita Iva, con un risparmio di non poco conto. Permane, invece, l’obbligo di presentare la Scia al Comune.
In assenza di partita Iva, come bisogna quindi procedere in sede di dichiarazione dei redditi? Semplicemente vanno dichiarati nel modello Unico o nel 730 inserendoli nella categoria redditi diversi.
Per quanto riguarda, invece, i pagamenti da parte dei clienti, sarà sufficiente rilasciare una ricevuta non fiscale (con marca da bollo di 2 euro nel caso in cui l’importo superi i 77,47 euro) in duplice copia: l’originale andrà consegnato al cliente mentre al proprietario dell’immobile rimarrà la copia.

Va detto che la legislazione è valida su tutto il territorio nazionale, ma vi possono essere dei requisiti specifici, previsti dalle singole Regioni, relativamente alla legislazione turistica. Sarà quindi bene effettuare una verifica preventiva in base all’ubicazione della struttura. Alcune Regioni, infatti, prevedono che nelle tariffe siano ricomprese le spese per la pulizia, per l’energia elettrica e per il cambio della biancheria.

Tornando ai requisiti della struttura, vi sono alcune regole da rispettare. Deve essere presente almeno un bagno ogni tre camere da letto e almeno uno dei servizi igienici presenti deve garantire l’accesso ai disabili.
Le camere devono essere arredate almeno con un letto, un armadio, un cestino per i rifiuti, una scrivania e una sedia.

E’ facoltà del titolare decidere se offrire anche la somministrazione di alimenti o bevande, in genere per la prima colazione. In questo modo l’attività dell’affittacamere va ad affiancarsi a quella dei cosiddetti Bed & Breakfast. Questo servizio aggiuntivo fa scattare l’obbligo di richiedere all’Azienda sanitaria locale e al Comune le autorizzazioni necessarie.
Nel caso in cui si opti per fornire la colazione ai propri ospiti, bisognerà essere in regola anche con la normativa Haccp e, prima di tutto, dotarsi (e dotare gli eventuali collaboratori) della certificazione per alimentaristi seguendo gli appositi corsi organizzati dagli enti preposti.

Per concludere il capitolo dei corsi obbligatori, nel caso in cui l’attività si doti di collaboratori, questi dovranno seguire la formazione obbligatoria per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Anche in questo caso è possibile rivolgersi agli enti formativi preposti.

Aprire un’attività di affittacamere non richiede soltanto di rispondere ai requisiti di legge: bisogna pensare anche a creare un’attività redditizia. Per questo motivo sarà fondamentale pensare a un arredamento confortevole e alla promozione della struttura. Rivolgendosi a persone che non si trovano nella zona in cui è ubicata l’attività, sarà fondamentale realizzare un sito internet e richiederne l’inserimento nei motori di ricerca dedicati al turismo. Un altro valido sistema di promozione consiste nel convenzionarsi con agenzie turistiche, in modo da inserire la permanenza nella propria struttura in pacchetti e in viaggi organizzati.

Prima dell’apertura sarà bene dotarsi di un business plan, che tenga conto in modo dettagliato delle spese da sostenere e dei ricavi previsti. Riguardo a questi ultimi andrà considerato il periodo di apertura dell’affittacamere. La struttura potrebbe infatti rimanere aperta tutto l’anno o solamente in determinati periodi, quando si prevede un afflusso maggiore di ospiti. Da prendere in considerazione anche la stagionalità della struttura: in base alla sua ubicazione si dovranno affrontare periodi di tutto esaurito o mesi di bassa affluenza.

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