Chiunque voglia prendere la patente e guidare deve, prima o poi, iscriversi in una scuola guida. Ed è meglio che questa sia di qualità e offra agli studenti dei corsi approfonditi e completi su tutte le nozioni relative al mondo delle strade. Non solo: una scuola guida deve anche offrire una parte pratica, insegnando la guida alle persone che ne hanno bisogno.

Per aprire una scuola guida conviene, innanzitutto, leggere il relativo regolamento (Regolamento recante modifiche alla disciplina dell’attività delle autoscuole e dei corsi di formazione e delle procedure per l’abilitazione d’insegnanti e d’istruttori di autoscuole) che definisce tutti i passaggi e i dettagli. Questo regolamento stabilisce anche la figura dell’insegnante di una scuola guida. Aprire una scuola guida ed esserne l’insegnante, però, sono due cose completamente diverse. L’insegnante, in particolare, deve possedere tutte le conoscenze e le competenze necessarie a un corretto svolgimento delle lezioni o della parte pratica. L’insegnante, inoltre, deve conseguire l’abilitazione come insegnante di teorie oppure come istruttore di guida. Oltre alle lezioni, l’insegnante si occupa anche di tutto ciò che riguarda i corsi finalizzarsi al recupero punti. Inoltre occorre possedere la patente b e aver frequentato un corso di studi dalla durata minima di 5 anni. A tutto questo si aggiungono anche dei requisiti legislativi di ambito penale: tra cui l’assenza di una qualsiasi condanna penale e l’assenza di una dichiarazione relativa alla delinquenza abituale. Per quanto riguarda le finanze, invece, è importante soltanto avere le risorse utili per poter supportare l’attività. Gli istruttori di guida, invece, devono possedere anche un’automobile idonea allo svolgimento della parte pratica.

Per aprire una scuola guida è necessario acquistare anche tutta l’attrezzatura affine, in quanto è previsto dalla legge che sia proprio il titolare a consegnare agli studenti il materiali didattico oppure l’attrezzatura tecnica. Non vi è un completo elenco di tutto ciò che servirà, né vi sono dei specifici obblighi che riguardano le attrezzature stesse. È il titolare a scegliere l’attrezzatura adatta, ricordandosi comunque che il locale della scuola guida non deve avere un’area inferiore ai 40 metri quadrali. L’investimento iniziale è, in ogni caso, abbastanza oneroso in quanto serve comunque molto materiale per preparare gli studenti alla parte teorica, nonché degli accorgimenti per quella pratica. Ma non bisogna scoraggiarsi! Alla fine dei conti si tratta sicuramente di un investimento con un ritorno garantito, considerando che il numero degli automobilisti in Italia è solo in costante crescita.

Stando a quanto riporta la legge dello Stato Italiano, sul territorio nazionale vi dev’essere una scuola guida ogni 15.000 abitanti. All’inizio può sembrare come un qualcosa di positivo; dall’altro punto di vista, però, è bene verificare se nel Comune dove si vuole aprire la scuola guida è già stato raggiunto questo numero oppure no. Una volta verificati tutti questi dettagli si può tranquillamente procedere all’apertura della partita Iva. In alternativa si può costituire la società: per farlo basta solo presentare all’ufficio di riferimento la Segnalazione Certificata d’Inizio Attività. Una volta compiuto questo piccolo passo, sarà un tecnico specializzato a recarsi presso la sede dell’autoscuola ed effettuare i controlli. Sempre lui rilascerà il permesso per aprire definitivamente la scuola guida!

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