scuola di danzaOggi aprire una scuola di danza può essere un’idea rischiosa ma anche remunerativa. Tutto dipende dalle scelte imprenditoriali che si intraprendono in partenza, ma anche dalla capacità di modificare le stesse in corso d’opera, per affrontare un mercato mutevole e corrispondere sempre di più alle esigenze della clientela.

Dal punto di vista degli adempimenti abbiamo l’immancabile DIA e il nulla osta dell’ASL per i locali. Se la superficie supera i 400 Mq. servirà anche l’autorizzazione dei vigili del fuoco.

Per quanto attiene la formula societaria le soluzioni sono diverse. Si va dalla partita iva semplice all’associazione sportiva dilettantistica, alla cooperativa. Fondamentale da questo punto di vista è quindi il consiglio di un buon commercialista o fiscalista, con esperienza sul campo.

L’investimento iniziale ovviamente varia parecchio a seconda del target che ci siamo proposti. Le sale disposte correttamente dovranno tutta avere parete a specchio e parquet, come minimo, oltre all’immancabile impianto musicale e, nel caso della danza classica, qualora corrispondente alle idee manageriali, anche un eventuale pianoforte per la musica dal vivo.

La somma di partenza varierà quindi parecchio, in dipendenza diretta dai tipi di ballo che la scuola andrà a proporre ma anche, ovviamente, a seconda del livello professionale degli insegnanti. Si andrà, a titolo di esempio, dai 30.000 euro in su.

A questo proposito, inutile dire che la passione per la danza è un elemento fondamentale per chi desiderasse aprire questo genere di attività, una passione difficilmente simulabile e che molto spesso non garantisce particolari introiti, a meno che la nostra scuola non fornisca valore aggiunto particolare.

Oggi un buon maestro di danza, che si tratti di balli classici o moderni, richiede sicuramente un esborso non indifferente, soprattutto se quotato. Ma dal livello dell’insegnamento dipende il novanta per cento del successo di una scuola di danza ed è quindi meglio tenere presente che, almeno da questo punto di vista, non conviene badare a spese.

Per concludere, non dimentichiamo di diversificare l’offerta, quantomeno ad inizio attività, in modo da saggiare il terreno commerciale e constatare quali siano gli stili che nella zona di riferimento hanno maggior gradimento.

In seguito ci sarà tutto il tempo per eliminare i rami secchi, magari a favore di quelli più gettonati.

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