Tutti sanno che i tartufi sono funghi estremamente pregiati, apprezzati e molto costosi. Considerando quanto i tartufi possono essere remunerativi, sono tante le persone che pensano di iniziare un’attività di coltivazione del fungo. Tuttavia, coltivare il tartufo non è facile e richiede tecniche di coltura molto particolari. Noi abbiamo radunato alcuni preziosi consigli per aiutarti a conoscere meglio il mondo della tartuficoltura.

Cosa sono e come vivono i tartufi
I tartufi sono funghi che nascono sotterranei e traggono il loro sostentamento dalla simbiosi con altri organismi.
Questa specie di funghi si sviluppa in terreni calcarei e dotati di un PH alcalino. Tuttavia, a seconda della specifica tipologia di tartufo possono richiedere anche terreni con caratteristiche differenti.
Solitamente crescono spontaneamente ma in Italia, a partire dagli anni ’80, c’è stato un tentativo di ideare un metodo di coltivazione rivelatosi efficace.
I migliori risultati finora sono stati raggiunti con i tartufi neri pregiati, quelli c.d. estivi e, infine, quelli conosciuti come bianchetto.

Come scegliere e preparare il terreno per coltivare il tartufo
Il terreno rappresenta uno degli elementi principali per riuscire a coltivare con successo i tartufi.
Nello specifico, è necessario verificare se nell’area immediatamente circostante ci sono o meno tartufi spontanei. Se la risposta è affermativa il tuo progetto di coltivazione dei tartufi avrà più probabilità di successo. Ma ci sono poi ulteriori controlli da fare. La prima cosa è far analizzare la composizione fisico-chimica del terreno in un laboratorio specializzato.
La seconda cosa da fare, ancor prima di acquistare le piante di tartufo in vivai, è preparare il terreno che dovrà ospitarle. In primo luogo, allora bisogna arare, poi si tolgono i residui di arbusti e, infine, si devono eliminare tutte le piante di grandi dimensioni perché potrebbero ostacolare la crescita del tartufo. Tuttavia, non si deve andare troppo in profondità altrimenti c’è il rischio di danneggiare l’ecosistema.

Dove acquistare e come piantare i tartufi
Una volta scelto e preparato il terreno si devono acquistare le piante di tartufo e quelle simbionte.
Nei vivai specializzati si possono trovare le piante già micorizzate con il fungo attaccato alla radice della pianta che, crescendo, diventerà un tartufo.
Il numero di piante di tartufo da piantare dipende dallo spazio a disposizione e dalla specie di fungo acquistata.
In generale, per coltivare il tartufo è importante che gli alberi siano piantati nel periodo di novembre o dicembre in un suolo morbido ma non bagnato o umido.
Le piante possono essere anche protette da una recinzione oppure in una serra se nel terreno c’è spazio a sufficienza.

Come mantenere la tartufaia
Sulla tartufaia è necessaria inoltre una manutenzione costante sia in termini di potatura e irrigazione che di lotta ai parassiti.
Il sistema di irrigazione è uno tra gli aspetti fondamentali in quanto consente di mantenere l’ambiente e il clima fresco ed umido.
Il funzionamento dell’impianto deve evitare la formazione di ristagni in quanto potrebbero danneggiare le radici delle piante.
La potatura delle piante di tartufo, invece, va eseguita nel periodo di dicembre o gennaio e si deve affidare a professionisti competenti che provvedono solo a tagliare i rami in basso per dare maggiore areazione ai tartufi.
I parassiti che potenzialmente potrebbero attaccare una tartufaia non devono essere combattuti con agenti chimici ma si devono preferire rimedi naturali.
In questo modo, infatti, si preserva l’equilibrio della coltivazione e il rapporto tra il tartufo e la pianta simbionte.

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