A chi non piace il cioccolato? Sicuramente si tratta di uno dei prodotti alimentari più amati ed apprezzati e questo potrebbe essere proprio il punto di partenza per il successo di un’interessante opportunità di business: quella di aprire una cioccolateria.

Per approcciarsi in modo professionale a un prodotto come il cioccolato, tuttavia, non è sufficiente la passione. Si tratta di un prodotto che ha bisogno di studio e preparazione per essere plasmato e impiegato nel migliore dei modi. Se una scuola alberghiera fornisce indubbiamente ottime basi per un inserimento lavorativo nel campo della ristorazione e della pasticceria, ultimamente sono sempre più numerosi i corsi che si occupano, nello specifico, di formare maestri cioccolatieri. Esistono corsi di vari livelli diversi e che richiedono diversi impegni temporali. Per quanto riguarda i costi, si parte da 600 euro per arrivare fino a 3.500.

Se la preparazione rappresenta un requisito fondamentale, molto importante sarà anche la scelta della location e la sua personalizzazione. Un esercizio commerciali che si occupa di vendita e somministrazione di prodotti alimentari deve da un lato rispettare gli obblighi di legge e dall’altro risultare accattivante e unico.
Sarà necessario fare molta attenzione alla scelta della posizione, in modo da poter attrarre la clientela di passaggio, e all’arredamento. Va effettuata anche un’attenta analisi dell’eventuale concorrenza presente nella città o nella zona in cui si intende avviare l’attività.
Nell’aprire una cioccolateria e nello scegliere posizione e stile va tenuto assolutamente conto della stagionalità di questo prodotto: il cioccolato è infatti un prodotto che si consuma prevalentemente tra settembre ed aprile, orientativamente fino a Pasqua.

Come anticipato, il locale prescelto dovrà rispondere alle prescrizioni previste dalla legge, ovvero prevedere gli spazi per un bagno e uno spogliatoio. Ovviamente la superficie a disposizione dovrà ospitare una vetrina, preferibilmente esposta a nord, un laboratorio per la produzione e uno spazio attrezzato per la vendita, con bancone, frighi e espositori.
Tra i costi da mettere in preventivo ci sono anche quelli, fondamentali, per l’acquisto dei macchinari per le creazioni a base di cioccolato: parliamo di temperatrici, raffinatrici, nastri ricopritori di cioccolato, forni. Questi macchinari hanno un costo che si aggira sui 15mila euro ciascuno. A tutto ciò andrà aggiunta anche la presenza del registratore di cassa, come per tutte le attività di vendita.

Per aprire una cioccolateria bisognerà necessariamente affrontare anche la parte burocratica. Il primo passo sarà quello di aprire una partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate, in quanto si tratta di un’attività commerciale, quindi si dovrà procedere all’iscrizione al registro imprese della Camera di commercio e all’Albo delle imprese artigiane.
Presso gli uffici del Comune sul cui territorio si intende aprire andrà richiesto il permesso di avvio. L’Azienda sanitaria andrà quindi contattata per il nulla osta relativo ai requisiti igienici della struttura.

Il titolare, oltre agli eventuali collaboratori e dipendenti, dovranno seguire il corso per la somministrazione di alimenti e bevande necessario per operare, aderire a un sistema di autocontrollo Haccp e frequentare infine il corso obbligatorio di sicurezza sui luoghi di lavoro previsto dal Decreto legislativo 81 del 2008.
Per quanto riguarda le autorizzazioni necessarie e i corsi di formazione specifici si potrà chiedere informazioni dettagliate all’Associazione Cioccolatieri Artigiani Italiani, che riunisce i professionisti del settore della penisola.

L’investimento può raggiungere cifre elevate mettendo in conto corsi obbligatori, macchinari, arredamento del punto vendita e materie prime. Senza contare che le spese sono destinate ad aumentare nel caso in cui ci avvalga dell’aiuto di personale dipendente. Proprio per questo motivo negli ultimi anni si stanno moltiplicando le possibilità di aprire punti vendita in franchising. Diversi marchi conosciuti a livello nazionale e internazionale offrono la possibilità di aprire una cioccolateria chiavi in mano con un investimento che si aggira tra i 20mila e gli 80mila euro.
In molti casi optare per il franchising significa anche avere la possibilità di risolvere il problema della stagionalità accennato in precedenza, in quanto gran parte dei marchi garantisce l’opportunità di vendere anche prodotti alternativi al cioccolato in modo da poter affrontare serenamente, da un punto di vista di redditività della propria attività, anche il periodo estivo, tradizionalmente meno forte per il cioccolato.

Se la soluzione del franchising ridurrà senza dubbio lo spazio di manovra per quanto riguarda la creatività (sia nella produzione che nell’arredamento e nella gestione dell’attività) senza dubbio garantirà diversi benefici. Permette infatti di ridurre al minimo il rischio d’impresa: ci sarà la possibilità di essere seguiti da esperti del settore e contare sull’esperienza già acquisita da diversi punti vendita. Infine si andrà a sfruttare un marchio – quasi sempre – ben conosciuto, con una propria immagine definita, con un posizionamento sul mercato e con una promozione su ampia scala, studiata nei dettagli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *