casa editriceDal 2009 in poi, i cambiamenti di legge introdotti in Italia hanno reso possibile di fatto per chiunque in possesso di una partita IVA opportunamente configurata, l’intraprendere la carriera di Editore

In realtà, per far realmente decollare un’attività di questo tipo occorre non molto, dal punto di vista materiale, mentre ci vuole davvero parecchio dal punto di vista culturale, imprenditoriale di tenacia.

Infatti, come può essere facile capire, avviare una casa editrice non è cosa da improvvisare, sempre che non si intenda semplicemente sperimentare un’attività in modo del tutto casuale.

Il mercato del libro italiano è molto difficile, saturato da centinaia di migliaia di proposte ogni anno. Per questo il primo ostacolo che deve affrontare il novello editore è quello di definire una linea editoriale opportuna ed efficace che determinerà al 90 per cento il suo futuro, anche se, a tutti gli effetti, ogni volta che si pubblica un libro, in realtà si opera una scommessa.

Ogni nuovo libro impone spese ed investimenti, sia dal punto di vista della stampa che della promozione e della distribuzione, la quale, Italia è il grosso ostacolo contro cui, prima o poi, va a sbattere la testa chiunque apra una casa editrice; il problema è soprattutto quello di vendere, quindi in prima istanza fare effettivamente arrivare i propri prodotti all’attenzione dei potenziali acquirenti.

Il rischio d’impresa si ripete infatti ad ogni nuova uscita: il mimimo errore di calcolo, una tiratura troppo onerosa, un prezzo che sale inaspettatamente, possono determinare “buchi” economici da cui, spesso per gli editori alle prime armi, è davvero difficile risollevarsi.

A tutto questo bisogna aggiungere l’opera della concorrenza e lo strapotere dei grossi gruppi editoriali, che tendono a soffocare tutti i piccoli editori, anche in quelle nicchie di mercato che potrebbero offrire qualche possibilità in più.

Spesso il libraio è infatti costretto suo malgrado ad acquistare molti titoli a cui non è interessato come “scambio” per poter avere il volume o il romanzo di grido. Un simile fenomeno rappresenta un’ulteriore problematica che deve assolutamente essere conosciuta ed affrontata nel modo corretto.

Negli ultimi periodi, grazie all’avvento dei vari formati digitali e-book, che permettono a tutti gli effetti di pubblicare un libro senza le spese di stampa, come detto sopra il vero problema di fronte a cui tante iniziative editoriali hanno fato naufragio, sembra dare un minimo di possibilità in più a piccoli e medi editori, che possono sempre affiancare una eventuale pubblicazione “on demand” (quindi magari in stampa digitale e tiratura limitata) all’uscita del libro in formato e-book in caso di successo di quest’ultimo.

Aprire una casa editrice è quindi un’idea commerciale di grande fascino ma la cui implementazione necessita di attenta quanto profonda riflessione.

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One thought on “Aprire una casa editrice

  • febbraio 10, 2014 alle 10:59 am
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    SONO ALLA RICERCA DI UN COLLABORATORE/TRICE PER POTER INIZIARE A SCRIVERE UN LIBRO SULLA MIA VITA, DA GIOVANE
    A OGGI 65 ENNE.
    SONO DI FAGNANO OLONA (VARESE)
    SPERO CHE CI SIA QUALCUNO/A CHE MI POSSA AIUTARE.
    IL MIO RECAPITO MAIL: fogliaattilio@yahoo.it

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