aprire un'armeriaL’Italia è un paese in cui l’uso e la vendita nonché il porto delle armi sono regolamentati insieme a quasi tutti gli altri aspetti riguardanti l’ordine pubblico da un testo unico (il T.U.L.P.S).

Aprire un’armeria è un’ipotesi commerciale particolare ma che può dare una buona redditività e discreti margini.

Per farlo però occorrono diversi requisiti. Tanto per iniziare la licenza di armiere, che viene rilasciata dopo un apposito esame che deve essere sostenuto e superato presso la Commissione Tecnica Provinciale abitualmente istituita presso ogni Prefettura.

Ovviamente qui stiamo parlando di oggetti estremamente pericolosi, dato che le armi sono studiate per uccidere (anche se possono essere usate per attività sportive, come il tiro al volo, o il tirassegno). La licenza di armiere non è quindi solo un fattore burocratico, ma la preparazione minima che chi vende armi dovrebbe avere in merito.

Tuttavia occorre ricordare che essa è, appunto, la preparazione minima. Il mondo delle armi è qualcosa di estremamente vario, approfondito, tecnologico e, come detto sopra, molto pericoloso; il minimo errore, quando c’è di mezzo un’arma, la minima disattenzione, possono costare la vita a qualcuno o quantomeno procurargli danni veramente seri.

Per questo, chi desiderasse accostarsi a questo genere di attività dovrebbe davvero, più che in altre professioni, avere una conoscenza approfondita e seria di ciò vende e che tratta.

Una volta ottenuta la licenza, anche i locali in cui dovrà svilupparsi l’attività dovranno essere dichiarati idonei dalla medesima commissione. I riferimenti normativi di base sono contenuti nel TULPS, agli articoli 31 – 37, ma ne esistono tantissimi altri che dipendono strettamente dalla questura o prefettura di competenza.

E’ quindi d’obbligo richiedere tali requisiti presso gli organi suddetti prima di iniziare qualunque progetto.

Per quanto riguarda la parte commerciale dell’attività, possiamo ipotizzare tre macrosettori di riferimento: la caccia, il diporto o tiro sportivo, e le forze armate.

Per un’armeria è importante partire con il piede giusto, possibilmente stabilendo in anticipo a quale settore vorrà fare riferimento.

Volendo coprire più di uno dei settori sopra citati, occorrerà, volendo fare le cose per bene, almeno un referente per settore, che lo conosca bene e approfonditamente, e che ne curi sia lo sviluppo commerciale che di promozione.

Oltre alle armi poi, per un’armeria, c’è tutto un indotto che deve essere curato con competenza, ovvero quello degli accessori, delle collezioni e dell’abbigliamento.

In modo particolare, quello dei collezionisti d’armi è un mondo a se’ stante ma sicuramente imperniato su investimenti di tutto rilievo.

Anche il mercato dell’usato, specialmente nel settore venatorio è una possibilità da non dimenticare e che può offrire margini di sicuro interesse, oltre a creare sinergia per la vendita del nuovo.

L’investimento iniziale non è certamente da sottovalutare. Le maggiori voci di costo (oltre al magazzino di armi e polveri, ovviamente) sono la messa in regola dei locali e delle relative misure di sicurezza, oltre ai tempi necessari ai continui espletamenti burocratici richiesti da questa attività. Normalmente, per un’attività nuova, l’investimento minimo iniziale supera abbondantemente i 100.000 euro (incluso un minimo magazzino di partenza).

Il rischio d’impresa è quindi rilevante ma, per contro, lo è anche la possibilità di business che, specialmente negli ultimi tempi, sta aumentando in modo sensibile.

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3 thoughts on “Aprire una armeria

  • aprile 12, 2012 alle 7:38 am
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    Interessante articolo, purtroppo inutile dal punto di vista pratico. Innanzitutto per chi vuole intraprendere questa attività vuole sapere dove può studiare per superare l’esame. Quali sono i testi e le materie. Possibilmente se esistono corsi organizzati oppure libri. Questo serve. Altrimenti resta un articoletto interessante ma inutile

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  • aprile 15, 2012 alle 5:03 pm
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    Condivido che questo articoletto è insufficietne a fornire informazioni serie e valide! Non rende la ben minima idea dei margini di guadagno dalla vendita di un’arma,non tiene conto del razza rara che sono destinati a diventare i cacciatori…come anhce gli altri sport legati tiro,tanto per essere chiari.

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  • aprile 15, 2012 alle 5:07 pm
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    …lasciatemi aggiungere che dalle mie parti, armerie secolari sono fallite ed altre sono prossime alla chiusura. Traete voi le ovvie conclusioni (completamente ignorate dall’autore dell’articoletto!).

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