aprire un wine barLe statistiche parlano chiaro: il consumo di alcoolici e superalcoolici in Italia è in continuo aumento.

Quello che non dicono è che sta aumentando anche il gusto degli italiani in fatto di vini. Fatta eccezione per i giovani che ingurgitano di tutto pur che alcolico, una piaga che si spera venga presto ridimensionata, il pubblico sta infatti divenendo abbastanza esigente in fatto di consumi.

Per questo motivo, l’apertura di un Wine Bar rappresenta oggi un’iniziativa con una buona possibilità iniziale di successo.

Vediamo innanzitutto cosa occorre da un punto di vista burocratico. Gli adempimenti necessari variano da regione a regione ma una cosa comune per tutte è la cosiddetta licenza SAL (Somministrazione Alimenti e Bevande).

Tale documento si ottiene in due modi: dopo due anni di lavoro nel settore (ma deve essere un lavoro documentato dal datore) oppure dopo la frequentazione al corso apposito organizzato da alcune associazioni di categoria e dalla stessa regione.

Si tratta di un corso della durata di circa due mesi e con un costo di circa 450 euro.

Questa Licenza è indispensabile per la presentazione della domanda di apertura di attività.

Successivamente occorre fare un salto al comune di competenza per chiarire quali siano gli adempimenti locali per aprire l’attività. La liberalizzazione delle licenze e la relativa sostituzione con la dichiarazione autonoma di inizio attività è infatti applicata diversamente nelle varie regioni.

Fatto questo, passiamo al lato professionale.
Non ci si improvvisa esperti di vino, questo dovrebbe essere chiaro ma se siete già buoni conoscitori della materia siete già a metà dell’opera. Diversamente vi conviene mettere in preventivo l’assunzione di un collaboratore in possesso di tale professionalità.

Il cliente è oggi abbastanza esigente infatti, come detto prima, e se davvero volete che la vostra nuova attività abbia successo occorrerà che vi distinguiate in modo sensibile, soprattutto per competenza e professionalità, oltre che, naturalmente, per la qualità dei prodotti che andrete a vendere.

L’investimento iniziale per un Wine Bar, come anticipato, non è indifferente. Per adattare un locale (che dovrà essere comunque in possesso di vari requisiti da verificare presso ogni comune) la spesa può aggirarsi tra i 15.000 e i 20.000 euro, mentre per un affitto, considerata una metratura di almeno 60 metri quadri, la cifra si aggira tra i 1.300 e i 1.800 euro mensili.

Il personale minimo per un bacino d’utenza che varia tra i 30.000 abitanti e i 60.000 abitanti varia da due a quattro persone, con relativi costi, ipotizzabili in un totale oscillante da 4.000 a 8.000 euro mensili.

Ovviamente la somministrazione di buon vino non può essere a se’ stante, tanto è vero che ogni Wine Bar a quest’ultima accosta sempre l’offerta di piccola cucina, caffetteria e piccola ristorazione.

Anche per questo occorre un minimo di preparazione e di buon gusto e, ovviamente, anche qualche attrezzatura in più.

L’incasso medio statistico è variabile, in funzione del bacino d’utenza e della localizzazione geografica dell’attività e può andare dagli 800 ai 1.000 euro giornalieri per salire ancora di più quando si affianchi oltre alla vendita di vino anche la piccola ristorazione.

Qualora poi il locale diventi punto di riferimento geografico per un’area limitrofa allora l’incasso può diventare ancora più ingente, una volta che l’attività è arrivata a regime.

In sintesi una buona ipotesi per un’attività in proprio, per la quale occorre però far bene i conti prima di imbarcarsi in investimenti a rischio.

One thought on “Aprire un wine bar

  • febbraio 3, 2012 alle 2:04 pm
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    vorrei aprire un bar a piacenza in franciaising come devo fare?

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