Aprire un negozio di frutta e verdura può essere un’ottima opportunità di business oltre che il coronamento di un sogno personale, visto che il comparto ortofrutticolo ha mostrato una invidiabile resilienza anche in tempo di crisi, cosa più unica che rara per le attività di vendita al dettaglio

LOCATION DEL NEGOZIO, TARGET DI CLIENTI E PRICING

Inutile dire che il luogo dove si aprirà il negozio potrà determinare una percentuale significativa del futuro successo o insuccesso. Sarebbe opportuno svolgere una vera e propria ricerca di mercato in merito e, se non si può farlo in perfetto stile anglosassone, è altamente raccomandato documentarsi e raccogliere più informazioni possibili sull’entità della concorrenza e la profittabilità della concorrenza stessa nell’area di interesse. Oltre alla location dove si apre il negozio, altro punto essenziale è il target di clientela. Oltre ad una cospicua fetta di potenziali consumatori di frutta e verdura, è importante considerare la fascia di prezzo nella quale ci si vuole inserire, soprattutto rispetto alla concorrenza. I dati attuali a disposizione sono estremamente chiari: durante e dopo la crisi, per tutte le attività di vendita al dettaglio, la fascia di prezzo che ha maggiormente sofferto, è
quella media. Questa è per altro una statistica comune a quasi tutte le tipologie di attività imprenditoriale. Si consiglia dunque di inserirsi nella fascia di prezzo low-cost, permettendo alla clientela un significativo risparmio rispetto alla concorrenza, o in quella alta (scelta opportuna se per esempio si decide di puntare sul biologico), se non premium, attraendo una clientela più pretenziosa e ricercata

IL CAPITALE NECESSARIO ALL STARTUP: UN FATTORE CHIAVE DI SUCCESSO

Gran parte delle startup che falliscono (circa 4/5), lo fanno per mancanza di capitali adeguati. La liquidità, in particolare nella fase iniziale della attività imprenditoriale è forse il fattore più importante, e paradossalmente, anche una delle meno considerate o più carenti. Non c’è nulla di più amaro di vedere sfumare il proprio sogno, pur avendo avuto un’ottima idea e aver lavorato sodo, per mancanza di fondi. Va precisato inoltre che il capitale iniziale dovrà essere sufficiente anche per tutti quegli imprevisti che nella fase di startup potrebbero rivelarsi particolarmente complessi da risolvere. Certamente si può ricorrere al credito, ma visto che in Italia le forme di finanziamento innovative come il crowdfunding e l’emissione di minibond sono ancora in stato embrionale, questo significherà inevitabilmente ricorrere al credito bancario, e le banche sono sovente riluttanti a finanziare bus
iness in partenza se non in presenza di solide garanzie. Un ottimo strumento a disposizione, da valutare sia prima sia durante l’apertura dell’attività, sono i finanziamenti regionali e i fondi europei, che tratteremo in un paragrafo specifico. Nel caso di un’attività di vendita al dettaglio, in fase preliminare vanno analizzate specialmente le seguenti situazioni per cercare di predeterminare gran parte della liquidità necessaria:

– SE LO SPAZIO DOVE SI SVOLGERA’ L’ATTIVITA’ E’ DI PROPIETA’, E’ IN FITTO, O SI INTENDE ACQUISTARLO TRAMITE UN MUTUO

– SE E’ IN FITTO, L’ENTITA DELLE CAPARRE DA VERSARE (POTREBBE TRATTARSI DI CIFRE RILEVANTI), E L’INCIDENZA PERCENTUALE DELLA PIGIONE SUI POTENZIALI RICAVI, IN PARTICOLARE NEI PRIMI 2 ANNI

– IL COSTO DEI LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE DA EFFETTUARE, SE NECESSARIO

FINANZIARSI TRAMITE I FONDI EUROPEI E REGIONALI

Finanziarsi tramite fondi europei e regionali può essere una scelta vincente per molte attività, oltre che una valida alternativa al ricorso al credito bancario. La programmazione POR-FESR 2014-2021 è nel vivo, e vi sono ancora miliardi di euro da assegnare in ogni regione. L’altra buona notizia è che vi sono numerosissime opportunità proprio per le startup. Si può optare per finanziamenti a tasso zero, a tasso nettamente agevolato, o addirittura finanziamenti a fondo perduto che sono ovviamente i più ambiti. Talvolta è possibile farsi finanziare a fondo perduto dallo stato fino al 50/60% di un investimento. Chiaramente bisogna partecipare ad un bado pubblico, e la concorrenza è agguerrita: è consigliabile affidarsi a degli specialisti, poiché un successo del genere può rappresentare una svolta decisiva all’avvio dell’attività. Le società di consulenza serie non mancano
ma ricordatevi di remunerarle a livello contrattuale solo nel caso la richiesta di finanziamento vada a buon fine.

ALTRI FATTORI DI SUCCESSO

Una materia prima fresca e gustosa, una location appropriata, duro lavoro e spirito imprenditoriale sono indubbiamente fattori insostituibili per il successo del negozio. Tuttavia per un avvenire roseo vi sono altri significativi punti da non trascurare: la metratura del locale, l’equipaggiamento del magazzino, la professionalità degli eventuali collaboratori, la qualità e la convenienza dei fornitori, la precisione e l’accuratezza nella compilazione del business plan, puntare o meno su prodotti biologici.

PRINCIPALI ADEMPIMENTI BUROCRATICI

L’apertura di una rivendita di frutta e verdura richiederà una serie di adempimenti burocratici, sanitari e fiscali. Di seguito vi elenchiamo quelli fondamentali, ricordandovi che l’assistenza di un buon commercialista può risparmiare molti inconvenienti a prezzi ormai irrisori

– APERTURA PARTITA IVA

– ISCRIZIONE ALLA CCIAA DI RIFERIMENTO

– ISPEZIONI PER RISPETTO NORMATIVA VIGENTE SU SANITA’ E SICUREZZA

– OTTENIMENTO CERTIFICAZIONE DI IDONEITA’ ALLA VENDITA DI ALIMENTI

Allora, vi sentite impauriti o siete pronti a realizzare la vostra impresa imprenditoriale?

A chi crede nei sogni, basta un gradino per raggiungere le stelle

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