aprire un'edicolaAprire un’edicola, è una delle poche operazioni non contemplate nelle recenti agevolazioni in termini di licenza da concedere. Non sussiste neppure il vantaggio del meccanismo del silenzio-assenso, per cui occorre aspettare i tempi tecnici comunali prima della concessione della licenza, tempi che, in alcuni casi, sono anche molto lunghi.

Occorre quindi armarsi di pazienza, tanto per cominciare. Ma esiste una cosa da controllare sempre, prima ancora di richiedere la licenza.

Il meccanismo di vendita e distribuzione dei quotidiani e dei giornali in genere, prevede infatti che sia unicamente la FIEG ad occuparsi di ciò, sulla base di alcune regole un po’ particolari, che vanno assolutamente verificate caso per caso.

Non è così improbabile infatti che, per svariate ragioni, non sia possibile aprire un nuovo rapporto di distribuzione con la FIEG, per cui per la nuova edicola mancherebbero le stesse basi di sussistenza del business.

Un altro punto certamente non a favore, è il fatto che un’edicola svolge un esercizio di pubblica utilità. Per questo è soggetta a turni sia per quanto riguarda il giorno di chiusura che per le ferie, tutti aspetti regolamentati in modo un po’ stringente, in particolar modo se quella particolare edicola è l’unica su un territorio comunale, come nei casi dei piccoli paesi.

L’orario di lavoro, per un edicolante, è abbastanza massacrante: si comincia intorno alle 6 del mattino (per la ricezione dei quotidiani) e si prosegue, di solito con una piccola pausa pranzo, fino alle 19.30.

Un edicola può essere di tipo “chiosco” oppure negozio vero e proprio. Ovviamente cambiano i parametri di investimento e, di conseguenza, anche quelli del budget minimo annuo.

Nel caso del chiosco, oltre alle diverse incombenze burocratiche bisogna considerare le condizioni di lavoro, che implicano freddo e umido d’inverno e caldo e afa d’estate (a meno che non li si dotino di impianti di condizionamento e riscaldamento, operazione non sempre possibile).

Per quanto riguarda la marginalità, su tutti i prodotti di carta stampata è una percentuale fissa del 20 per cento.

A detta di chiunque faccia questo lavoro, si tratta di margini estremamente risicati che non fanno di certo diventare ricchi. Chiaro che a questo punto tutto dipende dal bacino di utenza.

Per legge due edicole non possono essere più vicine di 400 metri (distanza calcolata sul minimo tratto stradale percorribile a piedi). Quindi diventa un fattore fondamentale la densità di popolazione della zona in cui si andrà ad aprire la nuova attività.

Diverso invece è il discorso se si subentra ad un’edicola già avviata. In questo caso l’investimento di partenza comprende un valore di avviamento (oltre a quello del chiosco o del negozio) che deve essere valutato con attenzione. In compenso, licenza a parte, tutto il resto dei problemi, come quello dell’accordo FIEG, è già risolto e non è così difficile verificare la reale redditività dell’esercizio già presente.

Un passo commerciale da prendere con le molle dunque, non solo per le problematiche burocratiche e finanziarie, ma anche soprattutto per lo stile di vita che impone, che non è certo adatto a tutti.

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