Alcuni hobby, o interessi, si possono coltivare tranquillamente in solitudine. Altri, invece, è più divertente condividerli o, forse, non possono proprio prescindere dalla condivisione. Se già esiste un circolo in zona che opera nel settore il problema non si pone, basta iscriversi e frequentarlo, a meno che non si sia intenzionati a fargli concorrenza. Ma se non c’è quello che cercate, piuttosto che rinunciare alle vostre passioni, perchè non pensate di fondarlo voi stessi?

Al pratico: come e dove

Si parte dalla base. Innanzitutto, stabilito lo scopo, va individuato il luogo in cui raccogliere gli associati, e questo dovrà ovviamente risultare adeguato all’attività che vi si vuole espletare. Per riunirsi a guardare dei films, ad esempio, può bastare una saletta con un grande monitor e delle sedie in cui discutere di cinema d’essai… ma se si vuole praticare uno sport occorrerà invece un locale più grande che possa contenere attrezzature specifiche, forse anche con spazi all’aperto. Quindi è essenziale immaginarsi cosa si farà esattamente assieme agli altri, e verificare se il posto in cui raccogliersi risulti davvero idoneo. La fantasia e l’entusiasmo, all’inizio, vi potrebbero far sembrare il garage di casa vostra il posto ideale; ma sicuri che vada bene? O bisogna cercare altri locali, eventualmente anche da prendere in affitto?

Si consideri poi che per alcune attività occorrono autorizzazioni speciali (ad esempio per la somministrazione di alimenti e bevande), per le quali potrebbe essere opportuno qualche giro negli uffici della Pubblica Amministrazione, e forse pure l’assitenza di un esperto o consulente tecnico che possa fornire aiuto nella redazione dell’atto costitutivo, nelle registrazioni, nell’individuazione delle norme che disciplinano quella specifica attività, nella predisposizione di domande per ottenere agevolazioni, ecc.. Se la cosa vi sembra già troppo impegnativa, piuttosto che rinunciare, valutate la possibilità di una richiesta di affiliazione a qualche associazione più grande a cui appoggiarvi (magari priva di succursali in zona), e sulla quale scaricare l’incombente dell’allestimento di una sede secondaria proponendovi voi gestori della medesima: voi vi ritroverete con le spalle coperte, e loro avranno un rappresentante sul posto. Se invece continuate ad essere determinati nella fondazione del circolo privato dei vostri sogni, strutturato a modo vostro, pregustando già le soddisfazioni che vi darà, proseguite impavidi.

Le finanze
Occorreranno sicuramente dei fondi iniziali, per l’eventuale affitto dei locali, per l’arredamento, per gli impianti e quant’altro. Fondi che non è detto siano immediatamente recuperabili, tenendo presente che un circolo privato non ha scopi di lucro (altrimenti si tratterebbe di un’attività commerciale pura e sempice), perseguendo esclusivamente obiettivi ricreativi e/o culturali e/o di solidarietà. Considerate anche che eventuali utili per legge non possono essere ripartiti, ma solo reinvestiti nell’attività o accantonati per progetti futuri. Insomma, i soldi li avete voi, decidendo magnanimamente di donarli “per la causa” come socio fondatore, o siete intenzionati a raccoglierli?

Questa seconda opzione parrebbe la più adeguata; in fondo un circolo promuove momenti di aggregazione, spesso nasce da un’idea tra amici, sicchè cercare fin da subito altre persone (futuri associati) che condividono i vostri interessi, e che potranno aiutarvi nella ricerca delle risorse necessarie, non è una cattiva idea. Servirà anche per sondare il terreno e capire se quel circolo, con quello specifico scopo comune, potrà realmente avere un futuro perchè effettivamente utile per la comunità locale; se sono individuabili, in sostanza, potenziali tesserati. Anche perchè, va da sè, non può esistere un circolo con un unico tesserato (le norme giuridiche prevedono almeno tre soci fondatori per costituire il consiglio direttivo).

Il funzionamento
Gli atti essenziali, cioè atto costitutivo e statuto, stabiliscono nei particolari qual è lo scopo perseguito e qual è il funzionamento (quali sono i requisiti degli associati, quando e come si riunisce l’assemblea degli iscritti, come si elegge il consiglio direttivo, ecc.). Generalmente ogni anno l’assemblea degli iscritti si riunisce, oltre che per verificare la gestione del periodo precedente, anche per stabilire un programma per il periodo successivo. Quella sarà la stella polare cui è diretto l’impegno degli amministratori nelle decisioni da prendere. Alle iniziative promosse dal circolo possono partecipare gli associati, in regola con il pagamento della quota annuale (è proprio grazie a queste quote che potrà proseguire la vita del circolo!). Si spera che il circolo cresca, perciò dopo un pò potrebbe risultare difficile riconoscere tutti gli iscritti soltanto dal volto: la tessera, sulla quale eventualmente appuntare timbri o bollini che certifichino i pagamenti delle quote annuali, serve per l’appunto a questo, volendo anche inserendo la foto dell’iscritto.

La tessera in sostanza è un lasciapassare che individua i soci (i non soci non possono accedere, salve autorizzazioni di volta in volta rilasciate) e consente al possessore di entrare nei locali ed usufruire dei servizi resi, fra cui la somministrazione di alimenti e bevande (bar o ristorante) che è ciò che contraddistingue un circolo da una associazione in senso stretto: in un circolo si discute di obiettivi comuni, ma lo si fa anche sorseggiando un prosecco o bevendo un caffè. Sotto altro profilo, usare i locali a disposizione per organizzare pranzi o cene può consentire rapide raccolte fondi, oltre che favorire una maggiore pubblicizzazione sul territorio.

Divertitevi
Perchè, fondamentalmente, è questo che si fa in un circolo. Assieme agli altri. In compagnia è più bello!

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