Aprire un allevamento di struzzi rappresenta un’attività relativamente semplice da gestire ma molto redditizia. In tempi di crisi rappresenta una buona fonte di profitti ed è considerato un settore in espansione.
L’investimento iniziale non è particolarmente elevato e il rientro dei guadagni piuttosto rapido, potendo contare su introiti provenienti dalla vendita delle carni, delle uova, dei pellami per accessori e delle piume a scopo ornamentale.

L’attività di allevamento struzzi non è particolarmente diffusa in Italia, almeno non quanto i tradizionali allevanti di mucche, galline, conigli, capre o pecore. L’attività è, come detto, particolarmente appetibile, in quanto sono numerosi i prodotti che si possono ricavare. Dall’allevamento di struzzi si ricavano in primis le carni, che a differenza di quelle di pollo e tacchino sono rosse e simili al filetto di bovino, dal sapore dolce. Un solo struzzo dal peso di circa 100 kg produce circa 30 kg di filetto, quattro kg di muscolo e sei kg di frattaglie, di solito utilizzate per la produzione di salumi.
Dallo struzzo si ricavano le piume, utilizzate per la creazione di oggetti ornamentali o accessori di abbigliamento, come anche la pelle, con cui si realizzano borse e cinture. Infine le uova, vendute per il consumo alimentare oppure anche queste per la creazione di raffinata oggettistica.

Le uova di struzzo sono molto ricercate in quanto contengono molto meno colesterolo rispetto a quelle di gallina. Anche la carne ha delle ottime proprietà nutritive. Rappresenta un’ottima soluzione per chi è a dieta: associa infatti al basso apporto calorico pochi grassi e ridotto contenuto di colesterolo e sodio.
Da uno struzzo di circa 100 kg si possono ricavare, come detto, circa 40 kg di carne, ma anche un metro e mezzo di pelle.

Passiamo ad analizzare cosa serve per creare un allevamento di struzzi. Si tratta di volatili piuttosto grandi, che hanno bisogno di spazi ampi per muoversi. Pur non volando, amano infatti correre, di solito ad ali spiegate lungo il perimetro dello spazio che hanno a loro disposizione. Sostanzialmente per dare il via a un’attività di questo genere dobbiamo disporre di un ampio terreno, che andrà recintato, dotato di una zona dove gli animali possano ripararsi in caso di maltempo. L’area dovrà essere prevalentemente soleggiata, in quanto gli struzzi non si adattano bene a zone ombreggiate, ed avere a disposizione dell’acqua potabile.

È possibile avviare l’attività con un coppia di struzzi, un maschio e una femmina, con un investimento di 4500 euro circa e disponendo di un area di almeno 500 metri quadrati. Volendo partire più in grande, con un investimento che supera i 100mila euro è possibile disporre di 20 femmine e un terreno di tre ettari circa.

Gli struzzi sono erbivori, sarà quindi conveniente di disporre di erba medica e fieno per nutrirli. Durante l’inverno è possibile integrare l’alimentazione con mais, orzo e crusca.

Lo struzzo raggiunge la maturità a tre anni per gli esemplari femmine e a quattro per i maschi; vivono in media 40 anni, ma possono arrivare addirittura a 70. Solitamente lo struzzo viene abbattuto per la macellazione a circa un anno di età, quando raggiunge i 100 kg di peso circa.

Se si opta per allevare i pulcini, si dovranno prevedere delle strutture aggiuntive: le stanze destinate all’incubazione, quelle per la schiusa delle uova, una zona destinata allo svezzamento dei pulcini. Le pulcinaie sono in genere strutture piuttosto semplici, dotate di pavimento in grigliato o in cemento inclinato verso canaline di scolo. Possiedono un’apertura che dà accesso ad una piccola area esterna. E’ molto importante fare attenzione ai materiali, in quanto lo struzzo è un animale molto curioso e ingerisce tutto ciò che vede, con possibili gravi ripercussioni sulla salute.
Le uova vengono deposte in fosse profonde 30 centimetri scavate nel terreno: è necessario fare molta attenzione nel recupero delle uova perché durante la deposizione gli struzzi diventano molto aggressivi. Da sottolineare che un uovo di struzzo pesa più di un kg.

Avviare un’attività di allevamento di struzzi richiede anche una serie di adempimenti burocratici. Il titolare deve essere in possesso di una partita Iva e ha l’obbligo di iscrizione al Registro imprese della Camera di commercio. Agli uffici del Comune di residenza va presentata la denuncia di inizio attività. Questa deve contenere la relazione tecnica che illustri il ciclo produttivo e che indichi le funzioni delle strutture presenti in azienda.
Dal punto di vista sanitario, l’allevamento di struzzi non si differenzia particolarmente da quello di altri animali. Una delle autorizzazioni principali è quella per lo smaltimento dei liquami. Sarà necessario rivolgersi all’Azienda sanitaria locale per ottenere tutte le informazioni del caso.

Per ridurre il rischio imprenditoriale e affidarsi a realtà che abbiano già maturato una certa esperienza nel settore è possibile scegliere la strada del franchising. Anche in questo settore è possibile sfruttarne i vantaggi, derivanti soprattutto dalla possibilità di sfruttare le conoscenze di professionisti del settore e la filiera produttiva e commerciale già in essere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *