aprire una rosticceriaPer aprire una rosticceria, occorrono innanzitutto due prerequisiti: la licenza SAL (somministrazione alimenti) e l’iscrizione al REC.
Per la licenza SAL ci sono due vie: la prima è aver lavorato per almeno due anni presso un ristorante o simili, mentre la seconda implica seguire uno dei corsi appositi organizzati dalla Regione (mediamente il costo è di circa 600 euro e la durata di due mesi).

Per quanto riguarda la licenza commerciale viene sostituita dalla dichiarazione di inizio attività (la cosiddetta DIA), per la quale vale il principio del silenzio-assenso; ovvero il Comune ha 30 giorni di tempo per rifiutare la concessione dopo di che, se non comunica nulla all’interessato, la dichiarazione si intende accettata.

Ovviamente serve l’autorizzazione sanitaria della ASL per la norma dei locali, a cui vanno aggiunte le dichiarazioni di conformità previste dalla legge 626 e il manuale h.a.c.c.p.

Per quanto riguarda i locali, ci deve essere un ambiente riservato alla preparazione degli alimenti, separato da quello destinato alla vendita ed al consumo (attenzione: normalmente non posso essere previsti tavolini e neppure la somministrazione diretta di bevande. Per questo motivo, molte rosticcerie tengono un distributore automatico di bevande alcoliche, gassate, acqua minerale etc. etc.).

Un suggerimento sempre valido è comunque quello di recarsi presso il Comune di competenza e verificare gli adempimenti necessari direttamente in loco, al fine di evitare spiacevoli sorprese in corso d’opera.

Per quanto riguarda le scelte strategiche, innanzitutto è opportuno capire bene quali siano le possibilità di mercato nella zona scelta. Soprattutto sarà importante verificare la presenza di possibili fonti di clientela: scuole, uffici e altro.

Per quanto riguarda i prodotti forniti, questo è il vero punto focale dell’intera faccenda. Il successo di una rosticceria si basa sulla qualità di quello che prepara e vende, sul rapporto qualità/prezzo e sui servizi che offre a corollario.

Preparatevi quindi a creare ricette gustose ma leggere, diversificando l’offerta e non facendo mai mancare piatti adatti alle diverse fasce di clientela, possibilmente anche per quello che riguarda magari target particolarmente ridotti: creare piatti senza glutine, ad esempio, potrebbe garantirvi un successo inaspettato di questi tempi.

Anche gli orari dovrebbero essere scelti con cura, in modo da presentare la massima offerta nei momenti di maggior affluenza senza appesantire voi e il personale.

Attenzione anche ad avviare l’attività solo con il personale strettamente necessario: sarete sempre in tempo ad aggiungerne qualora si rendesse indispensabile.

Anche il servizio a domicilio può essere un’idea che vi aiuterà nel farvi conoscere; le persone che non hanno tempo di cucinare ma che, per contro, desiderano mangiare a casa sono sempre di più.

Per la promozione, vale il buon vecchio volantinaggio, ma anche un buon sito internet corredato magari dalla possibilità di effettuare ordinazioni può essere un’idea.

3 thoughts on “Aprire una rosticceria

  • dicembre 3, 2011 alle 1:42 pm
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    Egregi signori di idee commerciali,
    volevo farvi una domanda: oltre agli adempimenti buracratici descritti, per aprire una rosticceria, in linee generali, quante risorse finanziarie servono?
    In attesa di una vostra risposta, vi ringrazio anticipatamente.

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  • gennaio 23, 2012 alle 6:18 pm
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    Pongo la stessa domanda di Francesco: occhio e croce,quanti soldi ci vogliono per l’avviamento?
    Grazie

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