officina meccanicaIl meccanico: una figura che, in qualche modo, ha sempre colpito l’immaginario collettivo. Può anche sembrare un paragone azzardato, ma l’aura che circonda l’uomo in grado di cavarsela con i mezzi meccanici è da sempre caratterizzata da un certo fascino, soprattutto nella collettivitrà maschile.

Certo è che questa professione, più di tante altre, non concede improvvisazioni. La meccanica  è una scienza alquanto precisa, con le sue leggi ed i suoi obblighi, ma soprattutto dominata dall’esperienza.

Dunque meccanici non ci si può improvvisare, occorre conoscere i mezzi e, se fino a qualche tempo fa, era comunque concesso un buon margine di importanza alla capacità di arrangiarsi, oggi non è più così. I nuovi motori sono esetremamente complessi e, oltre a questo, le case automobilistiche richiedono sempre maggiori competenze a chi voglia fregiarsi dei vari marchi.

Quindi le possibilità, per chi volesse lanciarsi in questo genere di sfida, sono fondamentalmente due.
La prima prevede la presenza di una solida preparazione di base, non disgiunta da una certa quantità di talento.
La seconda, in assenza delle caratteristiche di cui sopra, implica un’ottima capacità e preparazione imprenditoriale e, contestualmente, una certa disponibilità economica.

In altre parole si può pensare a mettersi in proprio come meccanico vero e proprio, aprendo una piccola officina, oppure impiantarne una come esperienza imprenditoriale, fornendola ovviamente di personale altamente qualificato.

Nel primo caso, a parte la solita DIA e i permessi ASL di rito (attenzione alle metrature e ai locali d’obbligo; è fortemente consigliato rivolgersi al comune di pertinenza per avere le informazioni esatte sulle caratteristiche richieste), quello che serve, oltre alla preparazione è tanta pazienza e buona volontà. Occorre farsi conoscere ma, soprattutto, farsi identificare come risolutore di alcune specifiche categorie di problemi.

Diciamo che, in questo primo caso, la crisi gioca da un lato a sfavore (la difficoltà di reperire finanziamenti a inizio attività) ma dall’altro molto a favore, nel senso che sono sempre di più le persone che, pur di mantenere in vita il proprio mezzo, per quanto obsoleto, sono disposte a rivolgersi anche a officine generiche, per non subire i salassi dei meccanici “ufficiali” o addirittura per non essere costretti a cambiare mezzo.

Le probabilità sono quindi abbastanza a favore della nuova impresa per quanto difficile sia trovare il minimo capitale iniziale.

Nel secondo caso la questione diventa davvero diversa. Stiamo parlando di mettere in piedi un’impresa complessa, con costi fissi piuttosto importanti, per la quale è indispensabile elaborare un business plan rigoroso.
In questo caso infatti l’investimento iniziale deve tenere conto non solo dei classici costi fissi, quali affitto, attrezzature e promozione ma anche il costo del personale che, in caso di alta qualifica professionale, incide in modo importante dal punto di vista finanziario.
Anche la promozione iniziale dovrà essere studiata con competenza in modo da raggiungere rapidamente il maggior numero di persone possibile. A questo proposito, anche la designazione del target di clientela dovrà essere piuttosto precisa.

Due soluzioni diverse, due idee commerciali diverse per livelli differenti di impegno, sia economico che operativo.

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