aprire una enotecaOccorre subito operare un distinguo: un’enoteca non è un Wine Bar. Si tratta infatti di semplice attività di vendita e non di somministrazione. In questo articolo si farà riferimento solo all’attività di vendita e non di somministrazione, per le quali potrete consultare questo articolo dedicato.

Aprire un’enoteca non è un’impresa commerciale da prendere alla leggera. In Italia il costo di alcolici e superalcolici è incrementato continuamente dall’aumento delle accise dedicate. Da qui, unitamente al costo di base già elevato, quantomeno nel caso di prodotti di pregio e buona qualtà, l’elevato importo dell’investimento iniziale, considerato che, per una superficie di 100 Mq, si calcola siano necessarie non meno di 150-200 etichette.

Il costo di una bottiglia di qualità media è di circa 8 euro, alla data di stesura di questo articolo. Sconsigliamo di scendere sotto questo prezzo in quanto la concorrenza della grande distribuzione organizzata nelle fasce basse e medio-basse di qualità diventa spietata.

Per quanto riguarda i superalcolici, il prezzo, per una bottiglia sempre di qualità media, parte da circa 20 euro. Anche in questo caso si sconsiglia di tenere in catalogo prodotti di prezzo (e quindi di qualità) inferiore, ovvero di normale diffusione commerciale, sempre per la concorrenza della GDO.

Da quanto appena detto si capisce che un investimento di base per una buona partenza (che deve ovviamente tenere conto di prodotti anche estremamente di pregio e quindi di costo elevato), non potrà essere inferiore ai cento – centocinquantamila euro.

Questo ovviamente tenendo conto di tutto, dal catalogo agli arredi, dalla messa a norma agli allestimenti e all’ottimizzazione dei locali cantina.

Vi sono due ulteriori punti a vantaggio di un catalogo di livello superiore: l’immagine e i margini.
Una volta che il nome dell’enoteca comincerà ad essere noto, infatti, il target dei clienti si selezionerà automaticamente. Avendo prodotti di un certo livello, sortirete due effetti contemporanei: vendere a persone in grado di apprezzare davvero un buon vino (e quindi di spendere per esso) e ottimizzare i margini rispetto ai ricavi.

Detto questo, la prima raccomandazione è quella di non improvvisarsi in questa attività. Occorre una grande preparazione e una certa esperienza per fornire, insieme al prodotto, anche l’indispensabile consulenza.
Il cliente di un’enoteca non si accontenterà di chiedere un vino qualsiasi, ma vorrà richiedere, molto probabilmente, caratteristiche precise: se gli venderete qualcosa che non corrisponde a quanto richiesto avrete perso il cliente.

Anche una certa esperienza in cucina di buon livello potrà essere molto utile per consigliare il giusto accostamento enologico.

Come si vede aprire un’enoteca può sicuramente rappresentare un ottimo investimento, a patto di pensare bene a tutto, non solo alla cantina.

La messa a norma dei locali e gli adempimenti indispensabili, per iniziare, per i quali è fortemente consigliato rivolgersi ai locali enti di competenza, dato il variare delle regolamentazioni.

Da non sottovalutare un allestimento ottimale della cantina, per garantire la perfetta conservazione di tutti i prodotti, con particolare riferimento a quei vini di pregio dal costo esorbitante che, non potendo mancare in un’enoteca che si rispetti, rappresenteranno in sostanza una forma di investimento da proteggere al meglio.

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