La possibilità di aprire una casa editrice

L’editoria è un settore solo apparentemente in crisi. Sarà anche vero che le librerie si svuotano sempre di più, ma ciò che non si vende in libreria viene venduto sul web, anche in formato elettronico. Di fatto, l’editoria non ha a che fare solamente con il mondo del cartaceo: il fine di un editore è quello di apporre il proprio nome, il proprio marchio su prodotti scritti, che siano destinati alla carta o ai supporti elettronici. Ecco per quale motivo buttarsi a capofitto in un’avventura editoriale potrebbere rivelarsi una scelta azzeccata dal punto di vista economico.

Di certo la burocrazia italiana, in questo senso, non aiuta: la legge nostrana rende spesso tutto molto più confuso e difficoltoso, e ogni anno ci si trova a dover fare i conti con cambiamenti burocratici a volte incomprensibili per il consumatore medio. In ogni caso, facendo bene attenzione alle leggi e alle norme in vigore sarà possibile venire a capo di ciò che si vuole realizzare a livello economico e finanziario, come ad esempio aprire una casa editrice. Dare il via ad un’attività simile è tutt’altro che complicato, a patto che ci si attenga fedelmente all’iter burocratico che porterà alla nascita della nuova attività.

Le prime fasi dell’iter burocratico

I primi passi burocratici per diventare editori riguarda l’informarsi a proposito delle normative vigenti in materia di editoria e dei prodotti appartenenti al settore in questione, che siano libri, periodici, riviste di settore, insomma qualsiasi prodotto possa essere oggetto di pubblicazione. Al pari di un qualsiasi imprenditore, il potenziale editore dovrà registrare la propria attività presso la Camera di Commercio, specificando che si intende fare dell’attività editoriale. Dopo essersi registrati sarà necessario aprire la partita IVA e ottenere il codice fiscale apposito, operazioni che vanno effettuate entrambe presso l’Agenzia delle Entrate.

Al termine di tali procedure, a livello burocratico si potrebbe dire di essere pronti per pubblicare materiale. Ma non senza aver stabilito un piano di marketing. Già, perché anche se si saranno stabiliti i dettagli fiscali relativi alla propria casa editrice si dovrà procedere con un’idea ben precisa di come avanzare nel settore dell’editoria senza incappare in problematiche di tipo economico.

L’assetto della casa editrice

Dopo aver dato forma fiscale alla casa editrice sarà fondamentale circondarsi di personale valido, preparato ed efficiente, ricordandosi però che anche in questo caso ogni operazione andrà effettuata tenendo conto del budget a disposizione. Tra le persone principali che andranno a formare la nuova casa editrice troviamo:

• il correttore di bozze, anche detto editor, il quale avrà il compito, come dice il nome, di correggere i documenti che entreranno successivamente in fase di stampa;
• un ufficio marketing competente, formato da persone che conoscono il mercato e in grado di individuare un target di partenza. Target che, una volta immessi nel mondo editoriale, potranno essere ampliati in ottica futura così da aumentare il proprio bacino d’utenza.

Solo quando la casa editrice si sarà affermata ad un certo livello nel mercato sarà possibile allargare i propri orizzonti, assumendo personale specifico da collocare nei posti chiave della società, così da garantire un futuro all’azienda.

La crescita della casa editrice

Quando la casa editrice sarà lanciata sul mercato, nessuno toglie che vi sia la possibilità di farla crescere in ogni suo aspetto: dall’assunzione di personale all’allargamento della propria sede fisica, sino all’acquisto di componenti d’uffiicio di qualità e, perché no, la realizzazione di una stamperia personale, perfetta per mandare in stampa il materiale concepito nella casa editrice stessa. Ma qui siamo già a livelli molto alti. Soffermiamoci piuttosto alla situazione in cui si muovono ancora i primi passi nel settore. Dopo aver creato l’azienda, e dopo aver ottenuto la partita IVA (e codice fiscale), si dovrà cercare un luogo abbastanza capiente da adibire ad ufficio. In questo caso la scelta è a totale discrezione del proprietario della casa editrice. Non è a sua discrezione, invece, la scelta di immettere sul mercato qualsiasi prodotto senza che questo abbia ottenuto il codice ISBN (International Standard Book), indispensabile per pubblicare le opere della casa editrice. A questo punto sarà possibile iniziare a pubblicare materiale, iniziando a studiare il mercato è verificando quali sono i generi che più attraggono i lettori. La crescita di una casa editrice dipende anche (e sopratutto) da questo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *